Pensioni, Prodi si gioca tutto: "Me ne occupo io". Dini: "Parole deludenti"

Marini auspica &quot;un accordo di unità nazionale&quot;. Mastella: &quot;La crisi non mi spaventa&quot;. Dini verso il no: <strong><a href="/a.pic1?ID=190921">&quot;Prodi mi ha deluso&quot;</a></strong>. Poi il premier prova a zittire le voci: &quot;Me ne occupo io&quot;. Turigliatto: <strong><a href="/a.pic1?ID=190916">&quot;No agli scalini&quot;</a></strong>. Montezemolo: &quot;Più investimenti, meno tasse&quot;. Angeletti: &quot;Diteci la verità&quot;

Roma - Il presidente del Senato, Franco Marini, auspica un accordo sulle pensioni a vantaggio dei giovani, che - afferma - "non debbono pagare dei prezzi in futuro". "Mi aspetto un accordo sulle pensioni. Ho visto con simpatia che è stata raggiunta un’intesa sugli aumenti delle pensioni minime ma gli interessi dei giovani non devono essere trascurati - ha detto Marini - non vorrei che tutti assieme creassimo una situazione per la quale i giovani debbano pagare dei prezzi in futuro, quando andranno in pensione".

Accordo sulle minime Il presidente del Senato ha espresso compiacimento per l’accordo sulle pensioni minime, che ritiene vicino. "Mi sembra una buona scelta, vedo ormai vicino l’accordo - ha detto - ma dentro questa trattativa per le pensioni gli interessi dei giovani non possono assolutamente essere messi da parte. È un altro punto di interesse per il Paese. Molti dei nostri giovani subiscono oggi lunghi rapporti precari che sono anche innaturali, perchè una cosa è la flessibilità, altro è il dilagare della precarietà che deve essere combattuta".

Bertinotti: "Speriamo non ci sia la crisi" "Speriamo che la crisi di governo non ci sia. Speriamo...". Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti rispondendo ai giornalisti sulle tensioni nella maggioranza sulla riforma delle pensioni. "Fa male chi non vede i rischi", ha proseguito. "L’interesse che vedo - sottolinea - è la continuità dell’azione di governo, ma nel ruolo che svolgo non posso fare voti", ha concluso.

Mastella: "La crisi non spaventa" "Ho più di 30 anni di vita parlamentare alle spalle, la crisi non mi spaventa". Così il ministro della Giustizia Clemente Mastella, al termine del cdm, risponde ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle affermazioni del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, circa il rischio di una crisi di governo sul tema delle pensioni. "Mi auguro che la crisi non ci sia - aggiunge il Guardasigilli - per il bene del Paese spero che ciascuno faccia uno sforzo. Ma certo, ripeto, una crisi non mi spaventa".

Prodi: "Ora ci penso io" Il presidente del Consiglio, Romano Prodi "si sta occupando di persona" della questione previdenziale e informerà in uno dei prossimi consigli dei ministri il resto del governo. Lo ha spiegato il ministro dei rapporti con il parlamento Giulio Santagata riferendo ai cronisti le parole dette dal premier al consiglio dei ministri di oggi. Santagata a proposito delle affermazioni di Lamberto Dini sul no di fronte all’eventuale abolizione dello scalone ha detto che "l’intesa è sempre frutto di un compromesso". "Questa mattina ho detto in consiglio dei ministri che ci stiamo avviando verso le conclusioni, e quando tutto sarà maturo presenterò le nostre proposte" spiega Prodi che sui tempi si sbilancia: "Si è molto avanti".

Montezemolo: pensare alla crescita "Lo abbiamo detto tante volte noi, l’Unione europea, la Banca d’Italia e l’Fmi. A questo punto mi auguro che si pensi al futuro, ai giovani, alla crescita. Al fatto che, per abbassare le tasse, non si può pensare neanche minimamente di far crescere la spesa". Così Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, commenta lo stallo della trattativa sulle pensioni, le polemiche interne al governo sulla necessità di abbattere lo scalone pensionistico introdotto dalla riforma Maroni. "È arrivato il momento di rendersi conto che - ha aggiunto Montezemolo - fermo restando la necessità di incrementare una spesa sociale troppo bassa, siamo paradossalmente il paese con le tasse più alte sulle imprese e che però non ha soldi per lo sviluppo". La mancanza di risorse - ha spiegato il leader degli industriali - è determinata da "una spesa corrente troppo alta, un imponente debito da pagare". Necessario dunque - ha concluso Montezemolo - "innescare un ciclo virtuoso che preveda meno spesa, più investimenti e meno tasse".

Angeletti: "Il governo deve dire la verità sulle cifre" "Per risolvere il problema della previdenza bisogna dire la verità. Il governo deve dire al Paese quante sono le entrate e le uscite della spesa previdenziale e quanto incide la sola previdenza sul pil". Lo dichiara in una nota il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. "Il governo deve far vedere ai cittadini quanto costa, fondo per fondo, la previdenza separata dall'assistenza - aggiunge - se non si fa ciò, tutte le valutazioni sul nostro sistema previdenziale sono opache, se non addirittura false".