«Pensioni, la riforma non si tocca»

Per il responsabile del Welfare, Maroni, l’idea di un anticipo della legge è senza fondamento: «Entrerà in vigore nel 2008»

da Roma

Nessun anticipo della riforma previdenziale. Le pensioni non serviranno a coprire la finanziaria 2006 né a finanziare altre spese extra-manovra, come la riforma del Tfr o il prossimo contratto dei pubblici dipendenti. Il ministro del Welfare Roberto Maroni smentisce categoricamente le indiscrezioni di stampa a proposito dell’anticipo al 2006 della parte della riforma che entrerà in vigore nel 2008 (per i lavoratori dipendenti pensione con 35 anni di contributi e 60 anni di età o 40 anni di contributi a prescindere dall’età). Un’ipotesi «senza fondamento», ha assicurato il ministro leghista per il quale «si tratta di un ritornello stonato che si sente ogni anno».
«La riforma delle pensioni c’è e dobbiamo solo attuarla, non modificarla», ha sottolineato Maroni, fino a ieri impegnato esclusivamente nella partita Tfr che ha assorbito tutto il tempo e gli ha impedito di seguire la manovra. Sul disegno di legge che riforma del trattamento di fine rapporto il Welfare ha incassato un sostanziale via libera da sindacati, associazioni datoriali e banche, ma la partita con le parti sociali si chiuderà solo la settimana prossima. Lunedì le 22 sigle che hanno firmato l’avviso comune sul Tfr faranno il punto sul testo attualmente all’esame delle commissioni parlamentari e sulle aperture di Maroni; mercoledì l’Abi scioglierà le riserve sul punto più delicato, cioè sui meccanismi di finanziamento delle imprese private dalle quote per la liquidazione dei lavoratori. Giovedì, infine, gli industriali daranno un giudizio sulla riforma. Il testo, modificato secondo le indicazioni di tutte le parti dovrebbe essere approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri il 30 settembre. Nei giorni scorsi anche la Cgil ha detto di apprezzare i «passi in avanti» fatti dal ministero, ma il confronto tra le organizzazioni dei lavoratori e l’esecutivo è destinato a complicarsi con l’incalzare della finanziaria. Ieri il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha criticato le anticipazioni sul merito della legge. E ha dato credito alle indiscrezioni sulla previdenza che erano state smentite da Maroni. «Se il governo decide di tagliare le pensioni, sarà subito sciopero generale», ha annunciato.
Sempre sul fronte del trattamento di fine rapporto, oltre alla contrarietà delle compagnie di assicurazione, da registrare la prudenza dei commercianti. «Il governo ha fatto passi in avanti» sulla riforma del Tfr. Tuttavia «rimane il nodo sulla compensazione per le piccole e medie imprese», ha detto ieri il presidente della Confesercenti Marco Venturi. In particolare, ha spiegato, «chiedevamo che la compensazione fosse destinata solo alle piccole e medie imprese, invece poi è stata allargata anche alle grandi imprese. Adesso stiamo decidendo come chiudere», ha concluso Venturi.