Pensioni, Sacconi: "Riformare ora è un errore"

Il ministro del Welfare rimanda la riforma del sistema previdenziale: "Siamo in un momento
di crisi che dobbiamo considerare e quindi non possiamo
introdurre ulteriori incertezze". Al lavoro per garantire i buoni lavoro "anche per lavori brevi e occasionali"

Roma - "Sarebbe un errore spostare in avanti l’età pensionabile in un momento di crisi". Intervenendo sulla mozione Franceschini che chiede l’istituzione dell’indennità di disoccupazione il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha spiegato che non è ancora il momento giusto per attuare la riforma delle pensioni. Tuttavia, il governo sta lavorando per estendere i buoni lavoro "anche per lavori brevi e occasionali, che possono essere svolti da chi è in una situazione di sospensione dell’attività lavorativa e percettore di sussidi".

Rimandare la riforma delle pensioni "Anche contraddicendo noi stessi, siamo però in un momento di crisi che dobbiamo considerare e quindi non possiamo introdurre ulteriori incertezze. Useremo la pensione in termini ordinari come strumento di ammortizzatore sociale per gli ultracinquantenni. Questo non significa ricorrere al prepensionamento anche se per i giornalisti il Parlamento lo ha fatto". Sacconi ha sottolineato che spesso le case editrici che usufruiranno dei prepensionamenti "possiedono dei giornali che con i loro editoriali ci chiedono la riforma previdenziale e l’innalzamento dell’età pensionabile". "Non credo sia questo il modo di dare protezione ad anziani ma non possiamo affrontare ora la riforma del sistema previdenziale".

I dati sull'occupazione "Il tasso di occupazione anche a fine 2008, risulterà con ogni probabilità intorno al 59%, che è molto di più di quanto era il tasso di occupazione all’inizio del decennio e significativamente superiore di 7 punti dall’inizio del processo di riforma del mercato del lavoro". Sacconi ha anticipato i dati che a giorni saranno contenuti nella la rilevazione trimestrale dell’Istat: "Chi aveva esasperato le previsioni negative si troverà ad essere smentito perchè molto probabilmente ci sarà un mantenimento dei livelli di occupati sopra i 23 milioni e un tasso di occupazione sostanzialmente stabile, seppure con un peggioramento nel mezzogiorno". "Certo - ha, poi, aggiunto il ministro - la crisi può avere anche da punto vista dell’impatto sociale un effetto geometricamente crescente, ma sarebbe un errore evocare scenari peggiori perchè potrebbero essere indotti anche da questi atteggiamenti