Pensioni, è scontro. Prodi: "Alziamo l'età". Epifani: "Pronti allo sciopero"

È già finita la luna di miele tra governo e sindacati. Al tavolo della concertazione è scontro. Il leader della Cgil mette in guardia il premier: "Il negoziato non sarà una passeggiata"

Roma - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha annunciato nel corso del suo intervento al tavolo sulla concertazione "una periodica revisione dei coefficienti di trasformazione" delle pensioni, così come previsto dalla riforma Dini. Argomento su cui i sindacati sono nettamente contrari. Per assicurare equilibrio e sostenibilità al sistema previdenziale è necessario un graduale innalzamento dell'età pensionabile, superando dunque la "rigidità" dello scalone introdotto dalla riforma Maroni. Lo ha sottolineato il premier durante l'incontro con le parti sociali in corso a palazzo Chigi. Prodi ha spiegato che l'obiettivo del governo è "superare la rigidità della precedente riforma, ma assicurando l'equilibrio finanziario" attraverso anche un "innalzamento graduale dell'età pensionabile", con l'impegno di "mantenere i diritti acquisiti". Tra gli obiettivi del governo c'è poi quello di "favorire la previdenza dei lavoratori discontinui". Il premier ha chiarito che la revisione dell'età pensionabile è necessaria visto "il forte aumento" della speranza di vita, sottolineando però che è "indispensabile restituire ai cittadini dei margini di scelta in ordine all'età in cui andare in pensione".

Il premier: sì al dialogo ma noi faremo la sintesi Dialogo sì, e aperture ai suggerimenti pure. Ma alla fine la sintesi la farà il governo. Il presidente del Consiglio risponde così ad una domanda su quale fosse l'orientamento sui possibili tetti di innalzamento dell'età pensionabile. Un metodo che Prodi ha detto di voler adottare per tutti gli argomenti in discussione ai tavoli di concertazione. "Noi andiamo al tavolo sulla previdenza con obiettivi scritti. Poi cercheremo di fare ogni sforzo e tanta lealtà per trovare una condivisione recependo anche i suggerimenti. Ma come ho detto a tutti alla fine del mio intervento - ha concluso il premier - rispetto agli interessi di categoria che le parti sociali rappresentano, la sintesi deve guardare all'interesse generale. Terremo conto dei primi, ma dobbiamo chiudere pensando ai secondi".

Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, precisa che "se il governo decidesse di mettere mano ad una riforma delle pensioni le previsioni sui conti pubblici cambierebbero". Il ministro ricorda che le stime indicate nella Trimestrale "sono a legislazione vigente e per quanto riguarda il sistema pensionistico la legislazione vigente è sia la legge Maroni che la legge Dini, e quindi sia il cosiddetto scalone che la revisione dei coefficienti".

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolinea come "spesso le simulazioni sono basate su calcoli aleatori", riferendosi alla revisione dei coefficienti di trasformazione annunciata dal premier. Il leader della Cgil ha poi chiesto al Governo di "chiarire l'entità del tesoretto" e di indicare "le priorità". Il leader della Cgil fa sapere che "sulla previdenza il negoziato sarà complesso. Non sarà una passeggiata. È prevedibile un confronto duro". Epifani ha aggiunto che non si potranno dare al sindacato "testi equivoci" e che questa volta si dovrà fare sul serio.

Altre precisazioni sulle pensioni arrivano dal leader della Uil, Luigi Angeletti: "I calcoli di quanto costa la previdenza italiana sono sbagliati perchè si somma l'assistenza alla previdenza. E invece l'assistenza si deve pagare con le tasse".

Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha visto invece "una piccola disponibilità" nelle parole del premier sulla vicenda dei coefficienti di trasformazione pensionistici: "La nostra posizione è nota. Siamo fortemente in disaccordo se si vuole scavalcare lo scalone lasciandolo così com'è e se si vogliono tagliare i coefficienti". 

Secondo Pino Sgobio, capogruppo Pdci alla Camera, bisogna restare "ancorati al programma dell'Unione. Sulle pensioni, per il governo, la via maestra da seguire, è quella del dialogo con il sindacato, sgomberando il campo da fughe in avanti non previste. Revisione dei coefficienti e età pensionabile elevata gradualmente? Per noi resta valido il programma con cui l'unione ha vinto le elezioni: abolizione dello scalone e aumento delle pensioni più basse".

No all'aumento dell'età minima per andare in pensione e no alla revisione dei coefficienti di trasformazione. A ribadirlo, mentre è in corso l'incontro a palazzo Chigi tra governo e parti sociali, il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, che torna anche ad auspicare che la "discussione sia fortemente partecipata". "Siamo in totale sintonia - ha proseguito Giordano - a considerare che sia arrivata la stagione del risarcimento sociale, con interventi sulle pensioni basse, la lotta al precariato e maggiori tutele grazie agli ammortizzatori sociali".