Pensioni, stop ai contantiConto, libretto o cartacome farsela accreditare

Entro il 29 febbraio 450mila pensionati dovranno scegliere come ricevere la rendita Inps superiore ai mille euro. Ecco come chiedere l'accredito e scegliere l'alternativa migliore

Entro il 29 febbraio 450mila pensionati che ora riscuotono la pensione in contanti dovranno passare alla "moneta elettronica". Basta con le file alle Poste, insomma: i soldi saranno versati dall'Inps sui conti correnti, su libretti nominativi o persino su carte elettroniche a cui è associato un Iban. Questo ovviamente non eviterà che soprattutto all'inizio molti - quelli meno abituati a lasciare grosse somme in banca - continueranno a presentarsi agli sportelli nei primi giorni del mese per prelevare i contanti. Resta però l'obbligo, per chi percepisce una pensione sopra i mille euro, di comunicare all'Inps la modalità con cui si vogliono ricevere i soldi. Ecco come fare e quali sono le alternative

Come comunicare la scelta

Per la comunicazione, entro il 29 febbraio 2012 i pensionati iscritti ai servizi on line dell’Inps possono collegarsi al sito e accedere ai Servizi online con il proporio Pin. Chi non fosse iscritto, invece, può fare richiesta direttamente nelle agenzie territoriali o presso gli sportelli di banche e poste. Saranno necessari dati anagrafici e codice fiscale del pensionato, l'Iban sul quale si vuole ricevere la pensione e un documento di identità. 

Accredito su conto corrente

La pensione potrà essere versata su un conto corrente bancario o postale intestato (o anche solo cointestato) al pensionato. Per aprirne uno bisogna essere maggiorenni e non aver subito fallimenti o avere protesti a carico. Si può scegliere tra conti tradizionali e conti online. Per il primo tipo basta presentarsi allo sportello di una banca o dell'ufficio postale con documento d'identità e codice fiscale. Sul mercato esistono diversi pacchetti. Il consiglio è quello di farsi consigliare dai diversi operatori quello più adatto al proprio profilo e di confrontare le offerte tenendo conto anche di eventuali costi "nascosti", come quelli di servizio del bancomat o di invio delle comunicazioni. Spesso farsi mandare l'estratto conto via email permette di risparmiare qualcosa. Le spese di gestione possono essere minori anche scegliendo un conto online, che si può aprire direttamente sul sito della banca. I documenti (contratto e carta d'identità) vanno in genere inviati via fax o via raccomandata alla sede centrale. Per eventuali problemi le banche hanno un call center a cui rivolgersi. Per scegliere l'offerta migliore, sia per i conti tradizionali che per quelli online, si può consultare anche la pagina di Sos Tariffe che mette a confronto i vari pacchetti.

Vantaggi: Più flessibilità, possibilità di avere un bancomat con il quale prelevare contante o pagare direttamente in negozi e locali

Svantaggi: Spese di gestione in genere più alte rispetto al libretto, interessi bassi, rischi di costi "nascosti"

Accredito su libretto nominativo

Un'altra possibilità è quella di far arrivare i soldi direttamente su un libretto nominativo ordinario intestato o cointestato al pensionato. Oltre che il classico libretto postale, molte banche hanno rispolverato questa opzione. Per aprirne uno è sufficiente recarsi allo sportello bancario o in un qualsiasi ufficio postale con codice fiscale e documento di identità. Lo svantaggio, rispetto al conto corrente, è che non è possibile associargli un bancomat per cui i soldi possono essere prelevati solo allo sportello e soltanto dagli intestatari. A fronte di minori costi di gestione, inoltre, eventuali interessi vengono applicati solo dopo anni dal deposito.

Vantaggi: Maggiori interessi, minori costi di gestione rispetto al conto corrente

Svantaggi: Si può prelevare solo attraverso gli sportelli e con un documento di identità valido, gli interessi sono consistenti solo se li lasciano i soldi depositati a lungo

Accredito su carta prepagata

La terza opzione per ricevere la pensione è quella di farsela accreditare su una carta elettronica prepagata. Una carta a metà tra un bancomat e una carta di credito, ma non collegata ad un conto corrente (anche se, proprio come un conto, può ricevere bonifici e versamenti) e che non permette di andare "in rosso". Attenzione però: non tutte vanno bene, perché è necessario che siano collegate ad un codice Iban. Per far fronte a questa esigenza le Poste hanno creato una InpsCard, totalmente gratuita e con un plafond assicurativo gratuito di 700 euro annui a copertura dei rischi per eventuale furto. In alternativa quasi tutte le banche (come ad esempio Unicredit, Carige, Ubi banca) hanno ideato carte prepagate a cui è associato un codice Iban. Possono essere richieste agli sportelli e in genere per i pensionati sono gratuite o hanno costi di gestione bassi. Altri operatori nel mercato, come ad esempio PayPal, permettono invece di richiedere la carta nei punti Sisal e di controllare tutti i movimenti online.

Vantaggi: Le carte prepagate sono comode perché evitano di portare troppo contante nel portafoglio (quasi ovunque ormai si può pagare direttamente con la "moneta elettoronica") e in genere non ci sono commissioni in caso di pagamento con il Pos.

Svantaggi: Le commissioni sono alte se si preleva contante dagli Atm o quando si versano soldi