Pensioni, ultima chiamata a gennaio

Nuova possibilità di uscita dal lavoro a gennaio, l’ultima per chi ha 58 anni: si apre infatti la finestra per la pensione di anzianità e, nonostante le regole per il pensionamento anticipato si siano inasprite a luglio (passando da 58 a 59 anni con quota 95 tra età e contributi), a gennaio potranno uscire coloro che hanno raggiunto i requisiti sei mesi prima, e quindi prima dell’innalzamento dell’età.
Potranno quindi utilizzare la prima finestra del 2010 i dipendenti nati entro il 30 giugno 1951 che hanno cominciato a lavorare prima del luglio del 1974 (e hanno quindi almeno 35 anni di contributi). Questi lavoratori andranno in pensione con il sistema di calcolo retributivo e non subiranno né l’aumento dell’età per il pensionamento di anzianità né la riduzione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo (prevista dal 2010) perché questa riguarda il sistema contributivo e quello misto.
Per chi ha compiuto 58 anni dopo il 30 giugno (o dopo questa data ha maturato i 35 anni di contributi) l’attesa per la pensione si prolungherà fino a luglio 2011. Da luglio, infatti, è scattato il sistema delle quote che prevede che i lavoratori dipendenti possano uscire dal lavoro solo con quota 95 (quota 96 gli autonomi) e almeno 59 anni di età (60 gli autonomi). Poiché i requisiti vanno maturati almeno 6 mesi prima dell’uscita effettiva (un anno per gli autonomi), di fatto chi è nato nel luglio del 1951 raggiungerà i 59 anni necessari alla pensione solo entro il dicembre 2010 e quindi potrà uscire solo a luglio 2011. Se nati poco dopo le finestre, infatti, si deve attendere quasi un anno per andare in pensione di anzianità, mentre per chi è nato poco prima della finestra bastano poco più di 6 mesi.
Con almeno 40 anni di contributi l’attesa si riduce poiché le finestre di uscita per ogni anno sono 4 (gennaio, aprile, luglio, ottobre) e i requisiti vanno maturati almeno tre mesi prima della finestra. La legge del 2007 ha introdotto il sistema delle finestre anche per chi va in pensione di vecchiaia (65 anni gli uomini, 60 le donne). La legge del 2007 prevede che dal luglio 2009 i dipendenti vadano in pensione con quota 95 tra età e contributi (e almeno 59 anni di età), mentre gli autonomi devono aspettare di aver raggiunto quota 96 con almeno 60 anni di età. Dal primo gennaio 2011 la quota è 96 per i dipendenti (con 60 anni d’età) e 97 per gli autonomi (con almeno 61 anni), mentre dal primo gennaio 2013 la quota è 97 per i dipendenti (con almeno 61 anni) e 98 per gli autonomi (con 62 anni).
Quindi tra due coetanei nati a pochi giorni di distanza (giugno e luglio del 1951) che hanno cominciato a lavorare entrambi all’inizio del 1974 si apriranno l’anno prossimo due strade diverse: per il più grande la pensione e per il secondo ancora un anno e mezzo di lavoro prima del collocamento a riposo.