Il Pentagono a sorpresa: potremmo inviare truppe a Tripoli

Di certo non sperava - e forse non aveva lontanamente immaginato - un finale così impietoso. Dopo la morte violenta, il corpo martoriato esposto come un trofeo, l’ultima beffa per Muammar Gheddafi: i funerali sotto tono e la sepoltura nel deserto, all’alba, in un luogo segreto. Il raìs ucciso a Sirte dimenticato: alle esequie c’erano solo l’assistente spirituale personale del Colonnello, lo sceicco Khaled Tantoush, catturato insieme a lui a Sirte, e due cugini, gli unici a cui, nel rispetto della tradizione, è stato consentito presenziare alla cerimonia. Entrambi arrestati a Sirte, si tratta di Ahmed Ibrahim e Mansour Dhao Ibrahim, quest’ultimo a suo tempo capo della temutissima Guardia del Popolo, uno dei corpi scelti della scomparsa Jamahiriya. «Dopo che lo sceicco ha concluso le preghiere», ha raccontato un comandante delle milizie insurrezionali di Misurata, Abdel Majid Mlegta, «i corpi sono stati consegnati a rappresentanti del Consiglio Nazionale Transitorio» per la sepoltura, e loro li hanno «portati via», ha continuato Mlegta. «Lontano, molto lontano, nel deserto». Il Cnt vuole assolutamente evitare che la tomba di Gheddafi possa diventare un luogo di culto, magari un punto di riferimento per i suoi seguaci. Ecco perché ha scelto il deserto, mentre a Sirte, la città natale del raìs, ieri si piangevano cento morti che nulla hanno a che fare con la guerra. Un corto circuito ha provocato infatti l’esplosione di due serbatoi in un deposito di carburante.
Intanto i successori del raìs, il Cnt che prenderà in mano il potere, ha chiesto alla Nato di continuare la sua missione nel paese almeno per un altro mese. E, a sorpresa, il ministro della Difesa Usa, Leon Panetta non esclude l’eventuale invio di truppe Usa, anche se lo condiziona a una scelta della Nato.