A Pentapolis va in mostra la solidarietà

Francesca Piccinini

da Milano

Pentapolis è una città di cinque quartieri: finanza, azienda, territorio e ambiente, comunicazione, solidarietà e cultura. Ed è la capitale della Responsabilità Sociale d’Impresa.
Aggirandoci per questa città potremmo incappare in convegni sulla valorizzazione imprenditoriale delle erogazioni liberali, su produzione e consumo sostenibile. Ma anche ci potrebbe capitare di ascoltare buona musica jazz, vedere bambini scoprire giochi da tutto il mondo e stupirci di fronte a un musical che racconta di un’azienda: la Tsf Spa, società dedicata all’informatica per i trasporti.
A dispetto di chi considera gli informatici poco creativi, questi signori hanno scritto, cantato, ballato, suonato e recitato i problemi, le delusioni, le speranze della vita sul luogo di lavoro.
È questo che Monza, già capitale della solida imprenditoria brianzola, aspira a diventare. Dal 16 al 19 giugno ospiterà, infatti, le strutture espositive delle aziende pubbliche e private che hanno compiuto una scelta di responsabilità e hanno deciso di raccontare la propria esperienza. Un evento organizzato da Comune, Altis/Università Cattolica, Sda Bocconi e Bnl per fare incontrare istituzioni, imprese, attori sociali e la gente comune.
Un fiore a cinque petali, ognuno dei quali compone la filiera in cui si esprime la Csr, caratterizzerà gli spazi espositivi che si snoderanno tra il nuovo Centro Polifunzionale di Piazza Castello, l’Arengario, le strade e le piazze di Monza. Un fiore che vorrebbe diventare simbolo della responsabilità «non solo dell’impresa e non appena per cinque giorni – spiega il sindaco Michele Faglia – il programma amministrativo scelto dai monzesi si fonda proprio su un progetto responsabile di ampio respiro, che tocca tutti i temi fondamentali: sociale, ambiente, territorio, infanzia».
Per quanto riguarda le aziende è Mario Molteni dell’Alta Scuola Impresa e Società della Cattolica a lanciare un messaggio: «La responsabilità sociale non è un freno a mano tirato che ostacola la già difficile corsa delle imprese. Se interpretata con creatività può essere per le aziende un fattore di sviluppo. Che la Città della responsabilità d’impresa si interessi di competitività, di futuro della città, di bellezza e di musica ne è una conferma».

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