Pentema ridiventa presepe

È con un'interpretazione libera della scena della nascita di Gesù a Betlemme che Pentema, uno dei centri più belli e caratteristici di tutto l'Appennino ligure, si propone ai visitatori durante il periodo invernale a ridosso del Natale: per il quindicesimo anno consecutivo il borgo in provincia di Torriglia allestisce un presepe lungo i vicoli del paese. Pentema fa rivivere l'atmosfera della natività ambientandola tra gli archi, le case e le aie del centro, con una chiave di lettura unica: un'accurata ricostruzione di ambienti e mestieri in grado di dare un quadro della vita contadina del XIX secolo. «Tutte le scene sono allestite con abiti e attrezzi originali - precisa il presidente del Gruppo Sportivo Ricreativo Amici di Pentema, Angelo Carpignano - mentre le statue classiche del presepe sono affiancate da quindici riproduzioni di personaggi realmente esistiti sul posto». I manichini esposti a grandezza naturale sono vestiti con costumi d'epoca, ambientati in movimenti di vita quotidiana e rappresentati nei punti del borgo dove realmente hanno operato. «Nel quadro delle manifestazioni liguri natalizie - fa sapere la presidente dell'agenzia di sviluppo locale Gal, Marisa Bacigalupo - questa si posiziona tra le eccellenze»: l'iniziativa del presepe infatti ha dato l'input ad una serie di operazioni di riqualificazione urbanistica oltre che a vere e proprie attività economiche nel periodo invernale, tipicamente il più difficile per i paesi dell'entroterra ligure. Non è un caso infatti che da quando è stata inaugurata l'iniziativa del presepe, a Pentema siano nati una locanda e un bed & breakfast. Quest'anno l'inizio della manifestazione è stato anticipato rispetto alle edizioni precedenti: già a partire da sabato e per tutti i weekend di dicembre fino al 17 gennaio sarà possibile visitare le quaranta scene allestite nel paese. Durante la settimana inoltre sono state organizzate delle escursioni via pullman per alcune scuole genovesi e per i loro studenti: i bambini potranno così assistere a ciò che «rappresenta quanto più di significativo legato alla memoria storica del nostro territorio - fa sapere il presidente del parco dell'Antola, Roberto Costa -. Il presepe è infatti un museo di vita contadina dei nostri antenati».