La pentola «buona» inventata da Robots

Pamela Dell’Orto

«Non importa di cosa sei fatto, l’importante è quello che vali», dice Rodney, il robot-inventore fatto con materiali di recupero, eroe buono di Robots. E, ora che il cartoon di animazione di Chris Wedge esce in dvd e whs, c’è chi ha pensato di mettere in vendita una pentola che abbia gli stessi requisiti di Rodney. Fatta con materiali riciclati, ma soprattutto «buona». Prodotta da Ballarini, si chiama Lollypot e l’intero ricavato delle vendite contribuirà alla creazione di cucine e refettori in un ospedale pediatrico in costruzione ad Haiti, che ogni anno potrà accogliere 40mila piccoli pazienti.
E per promuovere l’iniziativa, la 20th Century Fox e la Fondazione Francesca Rava hanno organizzato una due-giorni di laboratorio creativo alla Triennale (viale Alemagna 6, 02.54122917). Pentola alla mano, i cuochi de La Cucina Italiana (ieri è passato anche lo chef Carlo Cracco, testimonial di Lollypot) e alcuni panettieri dell’associazione Panificatori hanno insegnato ai bimbi diverse ricette e a impastare acqua e farina. Mentre altri gruppi di ragazzini disegnavano i loro eroi preferiti insieme agli studenti dell’Accademia del Fumetto.
Un successone (solo ieri mattina sono arrivati 400 bimbi, duemila in tutto gli iscritti, ma le porte sono aperte a tutti), che è destinato a non finire qui. Perché se il senso delle giornate di ieri e oggi è quello di avvicinare i bimbi alla solidarietà e al recupero dei materiali (e allontanarli dallo spreco, come suggerisce Robots), l’iniziativa benefica continuerà grazie a Ballarini, che ha già distribuito in 700 negozi italiani la Lollypot (informazioni ai siti www.nphitalia.org, www.ballarini.it, www.foxvideo.it e allo 0376.9901), e diversi vip hanno già aderito al progetto. Da Gianluca Grignani ad Ambra, molti i volti noti che hanno autografato una delle pentole. Presto andranno tutte all’asta.