Pep: «Il «signor Ibrahimovic? Se ci incontriamo lo saluto»

Le trasferte di Pep Guardiola a Milano non sono mai tranquille. E non solo perché al Meazza non ha mai vinto. Da giocatore e da allenatore. Anche se un gol l’ha segnato: col Brescia fece tremare l’Inter, poi ci pensò Ronaldo. Da quando guida il Barcellona una volta ha fatto i conti col vulcano, semifinale con l’Inter, ora lo choc di Tito Villanova (Mourinho gli rifilò un dito nell’occhio). Il suo vice ieri è stato operato per un tumore alla ghiandola salivare. «La salute di Tito è più importante di una vittoria» esordisce Guardiola che ammette che la squadra ne ha risentito, già toccata lo scorso anno dall’operazione di Abidal per un tumore al fegato. «Ce la farà anche lui», si fa coraggio Pep. Che sa anche cosa deve fare il suo Barça stasera: «Serve la partita perfetta. È una prova per il futuro, quando troveremo squadre di questo livello». All’andata il Barça dominò, ma non bastò. Guardiola avverte: «Il Milan ti ammazza in contropiede, soprattutto se c’è Pato. E non è la squadra dell’andata». In più c’è Zlatan Ibrahimovic, che gli ha mandato «messaggi» poco carini. «Se lo vedrò lo saluterò - dice Pep -. Ci ha aiutato tanto l’anno che è stato con noi. E la sua carriera è formidabile. Non ho alcun problema con il signor Ibrahimovic». Puyol è sicuro della stretta di mano tra i due e rivela: «Quando non gioca contro di noi, tifo Milan».DPis