Peppe Servillo: ecco Modugno contemporaneo

«Il rischio è che a volti artisti così importanti vengano messi un po' da parte e non siano affrontati e celebrati come in realtà meriterebbero. Noi non siamo qui per scoprire Domenico Modugno, il padre della generazione dei cantautori, siamo qui per testimoniarlo». Peppe Servillo, voce e anima degli Avion Travel, sintetizza così la filosofia alla base del progetto-omaggio a «mister Volare», ideato assieme al contrabbassista Furio Di Castri e ribattezzato «Uomini in Frac», di scena stasera all'Alcatraz di via Valtellina 25 (ore 22, ingresso 25 euro) per MiTo. «Abbiamo esplorato l'universo di Modugno dividendoci anche le tecniche di approccio. Ovviamente, Peppe vive nel mondo della canzone italiana con una profondità e un'esperienza diverse dalle mie, che ho trascorso gran parte della mia vita come "jazzista integralista"», ha puntualizzato Di Castri. «Perciò abbiamo affrontato due lati di Domenico Modugno: quello impegnato, le grandi canzoni - con un occhio di riguardo per quelle dialettali in napoletano e in siciliano -, i grandi testi, le grandi melodie. Al tempo stesso, io ho cercato di realizzare dei "quadri in musica" che fossero più legati al paradosso, alla rilettura e alla riproduzione di temi più leggeri, come il twist, la canzone popolare o certa lounge». Il risultato è un melange di classicità e jazz, cristallizzazione eterna della forma e improvvisazione, folklore e avanguardia. Una sfida alla quale hanno partecipato anche altri due membri della Piccola Orchestra Avion Travel come Fausto Mesolella (chitarre) e Mimì Ciaramella (percussioni) e un manipolo di quotati jazzisti di casa nostra: dal sassofonista Javier Girotto alla pianista Rita Marcotulli, dal trombettista Fabrizio Bosso al clarinettista Mauro Negri, dal mandolinista Mimmo Epifani al batterista Cristiano Calcagnile. Solo per questa sera, poi, la squadra degli "Uomini in Frac" potrà contare su un ospite speciale: il poliedrico attore-regista-musicista italo-americano Vincent Gallo, che due giorni fa ha intrattenuto la platea del "Milano Film Festival" al Dal Verme con un'appassionante lezione sul suo cinema tutto passioni e indipendenza. «Modugno -ha ricordato Gallo- incarna l'essenza della canzone italiana classica, ma è stato anche un artista libero».