Pera e Alemanno: ecco i principi «non negoziabili»

L’ex presidente del Senato ammonisce il centrosinistra: «Il programma elettorale punta sul relativismo dei valori»

Luca Rocca

Diventa sempre più una sfida di valori quella fra Gianni Alemanno e Walter Veltroni per la conquista del Campidoglio, e il convegno di ieri, che ha visto tra i presenti, oltre allo stesso Alemanno, anche l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, ne è la dimostrazione. «Principi non negoziabili», questo il titolo della manifestazione, a cui hanno preso parte anche Maurizio Lupi, di Forza Italia, e Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita. Tutti gli intervenuti hanno condiviso un punto: quella in corso è una campagna elettorale anche sui valori, soprattutto alla luce delle ultime esternazioni delle ministre del governo Prodi su pacs, pillola abortiva e legge sulla fecondazione assistita. Marcello Pera, che ha sottolineato la sua convinzione nel sostenere Gianni Alemanno, è partito da un presupposto spesso sottovalutato: «Walter Veltroni, cui faccio gli auguri di una pronta guarigione, è il sindaco buono, il sindaco più buono di tutti, talmente buono che per lui tutti sono uguali: bianchi e neri, eterosessuali e omosessuali, ebrei e musulmani. Questa è assenza di gerarchia, questo è relativismo, e la conseguenza è che il gay pride e il corpus domini vengono messi sullo stesso piano». E perché questo accade? Proprio perché c’è una grande crisi dei valori, sostiene ancora Pera, e un ruolo importante lo giocano proprio le amministrazioni locali. Pera si dice «stupito per le parole delle donne del governo Prodi, stupito perché loro sanno che nel parlamento non c’è una maggioranza capace di modificare la legge 40 o d’introdurre i pacs, eppure ne parlano lo stesso, e il motivo non può che essere uno: vendicarsi per il risultato del referendum» che ha respinto l’assalto alla legge 40 sulla fecondazione assistita. L’ex presidente del Senato si è soffermato anche sulla Ru486, la cosiddetta pillola abortiva, e ha sottolineato come sia incredibile che la si voglia introdurre pur in assenza di evidenze scientifiche che ne certifichi la non pericolosità. Anzi, è esattamente il contrario, come dimostrano alcuni casi accaduti negli Stati Uniti. Pera, dopo aver sottolineato come per gli avversari del centrodestra, quei cattolici che non militano a sinistra vengano sempre accusati di essere reazionari, mentre gli altri avrebbero il marchio della democrazia, evidenzia come oggi molte realtà locali, e non solo, tendano ad affiancare alla famiglia tradizionale, riconosciuta dalla costituzione, una pseudo famiglia, uno pseudo matrimonio. In sostanza, nel momento in cui la famiglia avrebbe urgente bisogno di essere sostenuta, molte amministrazioni tentano di seppellirla definitivamente. Da qui il sostegno di Pera ad Alemanno, giudicato coraggioso per aver intrapreso questa difficile sfida. Un sostegno per un candidato a sindaco che senza ombra di dubbio si riconosce nei valori tradizionali e nelle radici giudaico-cristiane. Ecco perché Pera chiede ad Alemanno di non essere un sindaco buono e di battersi con forza contro il relativismo, contro l’uguaglianza assoluta. Un consiglio che Alemanno non esita a fare suo.