Pera: "Con il richiamo alla Forleo Napolitano esercita un potere che non gli appartiene"

L'ex presidente del Senato: "Dispiace osservare che il
presidente della Repubblica, pur con il lodevole intento di non turbare la vita politica e gli
equilibri istituzionali, si è egli stesso avvalso di un potere non previsto dalla Costituzione"

Roma - "Rivolgendosi al Consiglio superiore della magistratura, il presidente della Repubblica ha ieri censurato un’ordinanza del gip di Milano Clementina Forleo, richiamandola a 'non inserire negli atti processuali valutazioni e riferimenti non pertinenti e chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti'. Dispiace osservare che il presidente della Repubblica, pur con il lodevole intento di non turbare la vita politica e gli equilibri istituzionali, si è egli stesso avvalso di un potere non previsto dalla Costituzione". È quanto dichiara il senatore Marcello Pera che, sul proprio sito internet (www.marcellopera.it) spiega: "Non compete al presidente della Repubblica, né quale capo dello Stato né quale presidente del Consiglio superiore della magistratura, sindacare singoli atti di singoli magistrati, per i quali l’ordinamento prevede procedure ben definite".

"Purtroppo, non è la prima volta - lamenta l’ex presidente del Senato - che il presidente Napolitano rilascia dichiarazioni e manifesta comportamenti non contemplati dalla Costituzione. È accaduto quando il presidente ha inviato lettere, definite private, ai presidenti di Camera e Senato. È accaduto quando il presidente ha consentito al Consiglio superiore della magistratura di trattare una pratica 'a tutela' di singoli magistrati, indicati quali oggetto di spionaggio da parte di settori dei Servizi segreti. È accaduto quando il presidente ha sollecitato e orientato il parlamento ad approvare disegni di legge sottoposti al suo libero esame, come quello dell’ordinamento giudiziario".

"Le intenzioni del presidente della Repubblica, tese, come egli ha detto alla stampa, a raffreddare i bollenti spiriti, sono certamente nobili - conclude Pera - ma, essendo tipicamente politiche, non possono modificare le sue prerogative costituzionali né ampliarne i limiti. Sarebbe una sciagura per l’intero Paese se, per evitare una crisi politica, se ne provocasse una istituzionale assai più grave".