Pera: «La vittoria Pdl nel Lazio decisiva a livello nazionale»

Il capolista al Senato spiega la necessità del «voto utile»

Senatore Marcello Pera, lei è candidato al Senato come capolista del Pdl nel Lazio, una regione fondamentale per gli equilibri della prossima legislatura.
«È una responsabilità che porto con grande onore per l’importanza di questa regione, della città di Roma e perché il risultato nel Lazio sarà decisivo per le elezioni».
Sta girando il Lazio in lungo e in largo. Su cosa punta nei suoi incontri elettorali?
«Illustro il programma del Pdl che è serio ed equilibrato. Al primo punto c’è la riduzione delle tasse. Gli italiani sanno bene che la sinistra per sua natura tende ad alzarle. Il governo Prodi, in cui Rutelli è vicepremier, ha portato la tassazione in Italia al livello più alto in assoluto. Anche Veltroni dal 2005 al 2007 in qualità di sindaco ha alzato la tassa sui rifiuti e l’Irpef. Oltre al taglio delle tasse vogliamo dare al Paese le infrastrutture di cui ha bisogno; garantire la sicurezza dei cittadini; lottare contro gli sprechi e le inefficienze; contrastare con fermezza l’immigrazione clandestina».
Per il Lazio cosa farà il Pdl?
«In Parlamento si dovrà lavorare per superare il problema del grave ritardo infrastrutturale della regione. Il tessuto viario è insufficiente. Realizzare il corridoio tirrenico è una priorità per il Lazio e per il Paese. Rieti e Viterbo hanno scarsi collegamenti. Roma ha poche metropolitane e la costruzione delle nuove linee procede troppo lentamente. Il sistema energetico regionale necessita di scelte strategiche chiare e adeguati investimenti. Il sistema di smaltimento dei rifiuti è vicino al collasso».
Passiamo agli avversari. Mandi un messaggio agli elettori che guardano a Storace e Casini.
«Il Pdl ha come punto di riferimento i valori del cristianesimo, l’amore per la Patria, il sostegno alla famiglia, la libertà individuale. Se votano per il Pdl sosterranno questi valori; se, invece, disperderanno il loro voto sulle liste minori lasceranno campo libero al laicismo e al materialismo che viene dalla sinistra».
La mancata alleanza con Udc e Destra la preoccupa?
«Non mi preoccupa ma mi dispiace che alcuni alleati storici del centrodestra non abbiano fatto la scelta di integrarsi nel Pdl. Purtroppo la corsa solitaria de La Destra e dell’Udc toglie ai loro stessi elettori la possibilità di avere un’adeguata rappresentanza in Parlamento e negli enti locali».
Le politiche si sovrappongono a Roma con le elezioni amministrative. Il Pdl schiera Antoniozzi per la Provincia.
«Alfredo Antoniozzi in questi anni si è distinto come uno dei migliori parlamentari europei. Per capacità politiche e radicamento territoriale quella di Antoniozzi mi sembra la miglior candidatura per Palazzo Valentini».
Alemanno dovrà vedersela con Rutelli...
«Gianni Alemanno è un politico capace e determinato. È un grande lavoratore. È uno dei pochi in Italia che ha affrontato il tema dell’identità comprendendo che questo è un argomento fondamentale per assicurare un futuro al nostro Paese. A Roma farà bene».
Va bene l'identità, ma i romani hanno problemi concreti.
«Lo so. Roma è una città sporca e degradata. Ci sono baraccopoli di sbandati. Il centro storico della Capitale è ridotto a un suk. In nessuna città europea esiste qualcosa del genere. Roma va ripulita, ma Rutelli, anche volendolo, questo non lo potrà fare perché è ostaggio dei suoi alleati di estrema sinistra. In questi anni le giunte Rutelli e Veltroni non hanno innalzato la qualità dei servizi forniti. Sulla città sono state fatte scelte inadeguate che non sono state prese nell’interesse dei cittadini: il Prg è il caso più eclatante. Credo che i romani non faranno una scelta nel senso della continuità ma al contrario punteranno sulla proposta di rinnovamento del Pdl».
L’elettorato di centrodestra dopo la fine della Cdl come si esprimerà il 13 e 14 aprile?
«Sono sicuro che voterà per il Pdl. Lo dicono i sondaggi e lo suggerisce il buon senso. A livello locale come a livello nazionale il popolo di centrodestra deve esprimere un voto utile. Il Pdl è l’unica forza politica che può strappare il governo del Paese e degli enti locali al centrosinistra e al tempo stesso garantire stabilità e governabilità sulla base di un programma politico coerente».