Perchè anche alla Juve conviene che Krasic non la faccia franca dopo Bologna

Molti anni fa cominciò così la deriva verso calciopoli: per i Rolex regalati agli arbitri da Sensi e i passaporti falsi di Recoba, non furono adottati provvedimenti disciplinari in nome del superiore interesse. E invece aggirando le regole, si finì col telefonare ai designatori

La procura federale ha chiesto di esaminare le immagini tv di Bologna-Juventus: è il preavviso della squalifica che scatterà nelle prossime ore su decisione del giudice sportivo Tosel per due giornate. Da Torino la Juve ha organizzato un bel fuoco di sbarramento: prima Marotta, poi Blanc sono intervenuti per far sapere che non c'era dolo nella caduta di Krasic in area bolognese. Persino Braschi, il designatore, ha messo becco, contro ogni precedente in materia e ha giudicato il comportamento del serbo. «Non è stato un bel gesto ma non bisogna neanche esagerare» ha commentato. Speriamo che Nicchi, il presidente dell'aia, gli faccia presente che non può intervenire su materie esaminate da altri organi di giustizia sportiva.
Chiusa parentesi. Dunque la Juve ha difeso il suo talento serbo, secondo natura e copione scritto. Ma, a ben giudicare, è interesse anche della Juventus che nell'occasione Krasic venga sottoposto al giudizio del regolamento. Perchè? Semplice la risposta. Bisogna infatti ricordarsi del passato recente per capire cosa non funzionò prima dell'esplosione di calciopoli.
Nessuno lo rammenta, noi invece sì. Ci furono un paio di scandali messi a tacere dalla federcalcio dell'epoca, presidente Franco Carraro. Fu infatti reso noto che per un Natale Sensi, presidente della Roma, avesse regalato dei Rolex agli arbitri e ai designatori e la vicenda, denunciata dai giornali, si chiuse con la restituzione dei preziosi regali.
Successivamente vennero alla luce le illecite pratiche realizzate per truccare i passaporti di alcuni stranieri. Tra questi Alvaro Recoba, che giocò numerose partite, profittando del trucco. Bene: appena venne fuori l'illecito Carraro fece sapere che non avrebbe mandato in B un presidente, nel caso Moratti, che aveva investito nel calcio molti milioni di euro.
Così, di regola in regola disattesa, si misero le basi per arrivare poi alle telefonate a designatori e arbitri con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Qual'è il vantaggio della Juve? Uno su tutti: domani può reclamare per chiunque il rispetto delle regole.