Perché un catalogo d’arte è per sempre

Un affresco del quadrilatero della moda quando il «made in Italy» era di là da venire e uno della «mala» meneghina d’antan

C’è ritratto il primo presepio rappresentato a Milano, quello scolpito all’interno della Basilica di Sant’Ambrogio. Ci sono i presepi della Bassa e quelli dei mastri artigiani della Bergamasca: Natività e presepi, quattrocento foto distribuite in circa trecento pagine lucide, raffinate, mandate da poco in stampa dalla casa editrice Celip, è la strenna natalizia per eccellenza, sotto l’albero di questo Natale milanese.
Fotografie, poesie, saggi, racconti e canzoni: Milano appare come una vecchia signora ancora ricca di fascino agli occhi dei tanti che anche quest'anno pensano che il migliore regalo da fare e ricevere sia un libro a lei dedicato. E se il volume sui presepi è un dono di lusso (90 euro il prezzo di vendita alla Libreria Milanese di via Meravigli), per molto meno è possibile portarsi a casa pubblicazioni originali e di qualità. Come il libro, fresco di stampa, edito da Contrasto che raccoglie vecchie foto inedite di Milano attingendo all’archivio dell’Aem e dell’Atm (Milano. Ritratto in movimento, 39 euro) oppure, per chi apprezza i testi agili, da sfogliare anche in tram, il libercolo edito da Viennepierre Milaninaria, terzo volume del ciclo scritto da Vincenzo Bevacqua e dedicato alla storia di Milano narrata con il naso all'insù. Balconi, targhe e decorazioni raccontano della nostra città tanto quanto i documenti e questo volume, con 22 euro di spesa, si concentra su una zona, quella di via Torino, dove il Liberty e i resti romani si intrecciano di continuo.
Per uno sguardo d'insieme sulla città - da regalare magari a qualche amico straniero - è meglio sfogliare Benvenuti a Milano. La città delle città (Celip, 58 euro), scritto dal giornalista Rai Andrea Bosco con ampie fotografie a colori scattate dall'obbiettivo di Piero Orlandi ma se appartenete alla categoria dei disincantati scegliete Milan... e poi più di Mauro Langfelder (23.50 euro, Meravigli editore), ritratto tra il cinico e lo scanzonato di una città che sembra non aver ancora trovato la sua vera anima. Fotografie in bianco e nero e riflessioni sulla città, anzi sulla città-morfosi, come preferisce chiamarla il saggista milanese Massimiliano Finazzer Flory per sottolinearne la natura mutevole, accompagnano il lettore in un viaggio a ritroso nel tempo lungo i canali navigabili in Omaggio ai Navigli (Skira, 15 euro) e allo stesso prezzo si può comprare il documentatissimo volume di Gaspare Barbiellini Amidei dedicato al quadrilatero della moda quando il made in Italy era ancora di là da venire (Quelle botteghe di via Montenapoleone, Hoepli, 15 euro).
Non mancano strenne natalizie in dialetto: la Libreria Milanese pubblica con la sua casa editrice Meravigli chicche come i Racconti della liggera (20 euro) di Severino Pagani, gustose novelle sulla “liggera”, ovvero la mala milanese che esisteva prima che arrivassero in città le mafie da ogni dove, e, per la gioia dei linguisti, è andato in ristampa anche l'immortale Viaggio nel dialetto milanese (10 euro) di Giorgio Caprotti, un grande classico del genere. La Curci Libri poi - e questo è un regalo per veri intenditori - ha appena ripubblicato Le canzoni in milanese di Giovanni D'Anzi (13.50 euro), volume corredato da cd con incisa la celebre (O mia bella) Madonnina.
Chiudiamo in poesia: la piccola casa editrice meneghina La Vita Felice omaggia Alda Merini, la poetessa che vive sui Navigli, con un cofanetto elegante, in tinta pastello, corredato di quattro volumi in versi scritti dalla cantatrice del Magnificat e della Ebrietudine, della solitudine e dell'amore, della pazzia e della quotidianità (Alda Merini. Poesie, 33 euro).
E se proprio non volete rinunciare alla narrativa, buttatevi sull'ultimo di Antonio Scurati: Una storia romantica (Bompiani, 19 euro) è ambientato durante le Cinque Giornate di Milano e i librari milanesi lo hanno inserito in bella vista tra le strenne natalizie. In copertina compare lo splendido «Bacio» di Francesco Hayez. Magari a qualcuno verrà voglia di ammirarlo dal vivo: il dipinto si trova nella Pinacoteca di Brera, trentasettesima sala.