Perchè Conte e Mazzarri si lamentano del calcio artigianale che si difende

L'allenatore della Juve si associa a quello del Napoli per chiedere agli arbitri di proteggere le squadre che giocano all'attacco e penalizzare quelle che si difendono. Chissà se sostenevano le stesse discutibili tesi quando allenavano l'Atalanta o la Reggina ed erano costretti, contro le grandi, ad alzare le barricate

É diventata l'ultima moda: prendersela con quelli che si difendono con le unghie e con i denti. Anzi, con quelle squadre che concedono pochissimo allo spettacolo e molto alla sostanza. E puntano tutto non sul proprio talento, sulla classe dei suoi calciatori e nemmeno sugli schemi collaudati di gioco ma invece sui mezzucci per arrivare a dama, guadagnare un punticino, evitarsi il flagello della sconfitta. Che poi dalle nostre parti, nel nostro calcio cioè, è una condanna senza possibilità di appello.
Il primo, bisogna pur riconoscergli qualche merito, a sollevare la questione di principio, è stato Walter Mazzarri. Il tecnico del Napoli ha fatto questo ragionamento: »Noi del Napoli non giochiamo in contropiede, noi giochiamo per fare gol e per attaccare. E vorremmo che gli arbitri proteggessero il nostro calcio costruttivo penalizzando quello di chi pensa solo a distruggere» Conte, reduce dallo 0 a 0 col Chievo, e sorvolando su qualche fischio favorevole di De Marco, si è unito nella crociata. Non sappiano a chi è indirizzato l'appello: forse agli arbitri, forse a Nicchi e Braschi, forse, magari anche Abete.
Trattasi, come si capisce, di una richiesta molto curiosa per non dire stravagante. É come se gli arbitri, in qualche dovessero allungare le partite anche oltre il recupero che tiene già conto delle perdite di tempo,è come se potessero intervenire per stroncare ogni forma di difensivismo, anche il più tenace e ottuso.
Ai tempi dell'Atalanta o della Reggina, Conte e Mazzarri non hanno mai cavalcato una tesi del genere. Sarà bene astenersi anche questa volta. Sarà anche un campionato scarso il nostro, tutto avvitato sulla difesa e sulla tattica, ma nessuno degli allenatori delle squadre deboli, porta l'anello al naso e potrebbe mai suggerire alla propria squadra di affrontare a viso aperto Juve o Napoli pensando di poterla spuntare. Via, siamo seri, per favore.