Perché il derby di Mourinho è stato poco speciale

Ancelotti ha vinto la sfida tattica con il portoghese. Che è stato troppo legato al sua schema a punta unica ed ha tolto all’Inter l’arma in più: quella dell’attacco più forte del <br />

Roberto Mancini non sopportava di dover disquisire di tecnica e tattica con i giornalisti perché diceva (a volte giustamente) che chi non ha giocato a calcio non può capire. Josè Mourinho non ha giocato a calcio, eppure di calcio ne capisce e il suo curriculum parla per lui. Anche lui però non gradisce mettere in discussione le sue idee calcistiche, ma dopo questo Inter-Milan Josè ci scuserà se abbiamo qualcosa da dirgli.

Insomma a San Siro ieri ha vinto Ancelotti, e su questo non ci sono dubbi. soprattutto per come ha saputo gestire la crisi iniziale del Milan in campionato e per come ha rimesso in carreggiata la squadra, «aiutato» (senza offesa, per carità) dall’infortunio di un Pirlo svuotato di energie. Rimesso a posto il centrocampo con Gattuso e Seedorf in formato martellatori, là davanti possono fare quello che vogliono e perfino un Ronaldinho ancora a mezzo regime può diventare il protagonista della serata. Insomma il Milan ci ha messo più umiltà, l’Inter invece è stata vittima delle sue sicurezze e su questo Mourinho (ci premettiamo) dovrà fare un approfondimento.

L’Inter vista nel derby non ha mai dato l’impressione di poter segnare, almeno fino a quando non sono entrati in campo gli attaccanti veri: Ibra era l’unica punta ed è finito a fare l’ala per sottrarsi alle marcature triple dei difensori, così l’area era completamente vuota. Mourinho ha insistito per 90 minuti su un Quaresma spaesato quando ha Balotelli in panchina, Cruz - che di solito è quello che risolve - si è messo a fare il centrocampista. In pratica: tutto da rifare. Certo, magari - come dice il presidente Moratti - un pari ci stava. Sicuro - come dice proprio Mourinho - non è una tragedia. Ma andare avanti con questa formula in partite come quella di ieri, ma anche come quelle vinte a stento con Catania e Lecce, adesso non può funzionare. Magari in futuro, ma adesso no.

Per cui, con il rispetto di chi non ha giocato a calcio e non ha alcun trofeo nella bacheca di casa, consigliamo a Mourinho di essere ancora Speciale. E di rivedere qualche idea un po’ troppo granitica.