«Perché i politici liguri non hanno difeso Maria?»

Egregio dottor Lussana, mi chiamo Grazia Pace e sono una mamma e presto futura nonna. Mi rivolgo a Lei per chiederle e raccomandarle, come del resto Lei ha già scritto sul suo «Giornale» del 30 settembre, di tenere viva l’attenzione sul caso della bimba bielorussa di Cogoleto. Da un punto di vista meramente emozionale posso solo dire di essere triste ed amareggiata perché ancora una volta sono stati violati, mai come in questo caso il termine è corretto, gli affetti ed i sentimenti di una bimba.
Come vede in questo caso non ho parlato di diritti perché di questi avrebbero invece dovuto parlarne i partiti e movimenti politici, le varie «associazioni» che vogliono tutelare tutto e tutti e soprattutto le Istituzioni che invece sono state del tutto assenti in questa vicenda.
Ma dove erano tutti costoro che, per altri casi, hanno fatto «mobilitazioni generali»? E la Regione Liguria con il suo Presidente? Dalla Cina era già tornato.
Non mi si dica che la Regione non poteva fare nulla perché deve ubbidire allo stato italiano di cui, fino a prova contraria, fa ancora parte, perché quando vuole (vedi proprio nel caso Cina) si muove benissimo autonomamente.
Solo la Chiesa cattolica, con la sua presenza anche molto concreta, ha cercato di aiutare e confortare una famiglia letteralmente distrutta dal dolore ed alcuni suoi esponenti, coraggiosamente, hanno anche sfidato le leggi (ingiuste) rischiando delle incriminazioni. Encomiabile anche la grande solidarietà che ha dato e continua a dare tutta la Comunità di Cogoleto.
Ho peraltro appreso dal suo giornale (dichiarazioni del consigliere regionale Gianni Plinio) che il Consiglio Regionale aveva approvato all’unanimità un documento in cui si invitava il Presidente Burlando «...a intervenire concretamente in favore della bimba...». Io, questo «intervento concreto», non l’ho proprio né visto, né sentito, anzi ho quasi l’impressione che, le Istituzioni tutte, cerchino di defilarsi, anche approfittando del fatto che la maggioranza dei giornali, non il suo, siano in sciopero per ben due giorni. E come tutti sappiamo, se non vigiliamo, tra due giorni, altre notizie prenderanno la prima pagina. Parafrasando la frase pronunciata dalla signora Giusto: «Mi vergogno di essere italiana», io mi auguro di non dover aggiungere che mi vergogno anche di essere ligure e di non essere rappresentata dalle Istituzioni liguri. Non dimentichiamo Maria.
Cordiali saluti
Genova