Ma perché i vecchi che apprezzano le belle sono tutti «bavosi»?

Caro Granzotto, le riporto la e-mail che ho inviato a Elena Loewenthal della Stampa e che ha come oggetto «Vecchi bavosi e donne bavose»: «Leggendo il suo articolo su La Stampa ed avendo 78 anni, qualcuno più del nostro e anche suo Capo del Governo, le domando cara signora: perché noi anziani (vecchio bavoso sarà qualcun’altro) non possiamo godere di donne giovani se ci stanno? Perché una anziana per lei (vecchia bavosa) quattrinaia come Silvio o grande attrice si gode un giovane senza destare né la sua né altre reprimende? Perché Lui è il Capo del Governo? Non le sto a ricordare (perché Lei sicuramente ne sa più di me) i bavosi Kennedy e Clinton o quelli che se la fanno con trans o gay, solo le dico: non si dice vecchi bavosi a chi è non più giovane e solo perché uomo e non donna approfitta dei suoi (purtroppo) ultimi anni per fare sesso. Si vergogni un po’ di quello che scrive!»
e-mail

Ben detto, caro Rondina. Mi faccia sapere se madamin Loewenthal le ha risposto. Che tipo strano. Dice di non volersi impicciare, dice che, figuriamoci, «l’utero è mio e me lo gestisco io, per fortuna. Ma anche la dignità è mia, e me la gestisco io». Dice ancora che le donne son tutte donne - «vecchie e giovani, brutte e gnocche, intelligenti e oche, scienziate, commesse e puttane» - con la loro dignità di donna. Poi, però, quelle che la sera andavano a Arcore non sono altro che «sciacquette». Serie b, se va bene. Pidocchie. Dice che «l’emancipazione ci ha regalato una libertà sacrosanta» e dunque «perché gridare allo scandalo?», poi si scandalizza delle pidocchie che «si fanno palpare le parti intime» in «quell’oscena realtà che trapela da casa del nostro presidente del Consiglio». Le famose «palpazioni concupiscenti» di Giuseppe D’Avanzo! Ma hanno la fissa delle palpazioni, questi Savonarola e queste Sofonisbe della società civile. E i «vecchi bavosi»? Come saltano fuori i vecchi bavosi nel senso di attempati signori non insensibili alle grazie muliebri? Un’altra Sofonisba, Natalia Aspesi, titolare della rubrica cuori infranti sulla Repubblica, avrà scritto un migliaio di pagine sul Diritto umano condivisibile & non negoziabile all’amore - diciamo pure al sesso anche sfrenato - in età senile quando non veneranda. Senza mai tirare in ballo la bava. Né quella dei babbioni né quella delle carampane. Anche quando la carampana si scapriccia col giovane e la giovane si scapriccia col babbione. E anzi, Aspesi è sempre stata prodiga di consigli atti a portare su di giri il canuto o la canuta partner, non escluso il ricorso al body panterato che ella assicura dia una bella botta all’autostima femminile. Però, ripeto, bava zero. E no limits alla fantasia: altro che palpazioni, altro che bunga bunga, altro che Sanbitter. Del resto è giusto che sia così: non si fa in gioventù rogo di reggiseni in piazza per poi ritrovarsi beghine. A meno che a tradurre in pratica gli insegnamenti di quella o questa Sofonisba non sia Silvio Berlusconi. Il quale non ha il diritto di farsi piacere le donne (e le donne alle quali lui piace, sciacquette. Pidocchie). Se lo fa - e lo fa - è, cito madamin Loewenthal, un «vecchio bavoso incapace di amare o stabilire una relazione affettiva». Incapace di amare! Siamo all’antiberlusconismo stile Sanremo, siamo a Gigliola Cinquetti.
Paolo Granzotto