«Perché insistere a votare sinistra?»

Caro Lussana mi è molto piaciuto il suo articolo su Genova, che come molti di noi ama nonostante i difetti.
Preferisco continuare a vivere qui, anche se «fuori» c’è un altro mondo. A Genova il tempo si è fermato: mi chiedo se i genovesi se ne rendano conto, oppure credano che anche il resto dell’Italia sia così.
Una città in declino, con traffico caotico, multe a trabocchetto e i posteggi più cari d’Italia. Marciapiedi dissestati e strade piene di buche. Solo qui sopravvivono balzelli come il passo carrabile, il deposito per il ripristino del marciapiede e la tassa sulle ombre delle insegne. Trasporti penosi, treni lerci, pendolari trattati come bestiame. Porto antico rinnovato all’insegna del «vorrei ma non posso». Potenzialità turistiche e commerciali - in primo luogo il porto - affossate dai miopi interessi di pochi. Negozi di uno squallore sovietico, poche e micragnose fiere «da misci»; spettacoli teatrali, concerti e mostre di seconda scelta. Zone intere della città off-limits anche per la polizia. Molti sperimentano sulla propria pelle i fasti del multiculturalismo: convivenza forzata con la peggiore criminalità e coprifuoco alle otto di sera. Extracomunitari al primo posto nelle graduatorie per le case popolari, gli asili e l’assistenza; gli altri dietro, in coda.
Giovani costretti a emigrare per studiare e lavorare. Qualcuno, nonostante tutto, resiste. Genova è una città di vecchi, paralizzata da veti incrociati, incapace di innovare per paura di rischiare. C’è una domanda che - tramite il giornale, vorrei fare ai Genovesi: perché votate ancora per la sinistra? Quarant’anni di questo andazzo non sono sufficienti a farvi aprire gli occhi e a spingervi a cambiare? Va bene la fedeltà al Partito, va bene l’odio per Berlusconi, ma ormai siamo al livello di Tafazzi! Giri la domanda ai Genovesi...