Perché a Israele il blitz non conviene

Il recente rapporto dell' Agenzia Internazionale Energia Atomica firmato dal suo nuovo direttore Yukiya Amano svela un segreto di Pulcinella confermando che l'Iran ha costantemente nascosto i suoi progressi nella costruzione di un’arma nucleare. Era il segreto del precedente direttore, l'egiziano Mohamed el Baradei, premiato per questo con il Nobel concesso alla sua istituzione. Sosteneva non avere l'Agenzia prova di progetti o di intenzioni iraniani di dotarsi di arma nucleare. Ora che si cerca di chiudere la stalla dopo che il cavallo è scappato e il presidente iraniano ribadisce la volontà del suo Paese di creare la bomba, si assiste alla corsa dei media nel prevedere l'inevitabile attacco israeliano all'Iran per fermare o rallentare la sua corsa all'armamento atomico. È possibile che il governo di Gerusalemme decida di lanciarsi in quella che il penultimo capo del Mossad, Meir Dagan, ha definito «un’idea stupida» suscitando l'ira di Netanyahu di cui ha messo in dubbio il buon senso strategico. Ma Dagan non è il solo a pensare così, dal momento che un attacco israeliano contro l'Iran sarebbe un errore per cinque motivi.

1. L'Iran è vicino alla costruzione dell’atomica ma non ci è ancora arrivato. È possibile rallentare questo suo sforzo con altri mezzi (virus cibernetico che danneggia le centrifughe per la separazione del materiale nucleare, attentati contro scienziati iraniani impegnati nei laboratori atomici).

2. Un attacco israeliano senza consenso americano sarebbe difficile. Non distruggerebbe il potenziale atomico iraniano disperso e nascosto su vaste zone ben difese, difficili da colpire anche con bombe di grande potenza. L'uso di armi nucleari senza atti (non discorsi) provocativi iraniani toglierebbe a Israele il vantaggio morale e giustificherebbe una risposta (missilistica, chimica o persino nucleare) iraniana col plauso non solo del mondo islamico.

3. La bomba iraniana fa più paura ai Paesi arabi che a Israele. Non si capisce perché lo Stato ebraico dovrebbe togliere le castagne dal fuoco ai suoi vicini per trovarsi poi condannato dall'Onu e vieppiù isolato.

4. Israele ha sviluppato un sistema missilistico e anti missilistico fra i più progrediti. Il pericolo di un attacco di missili iraniani di lunga gettata è minore di quello rappresentato da missili a corto raggio di Hamas da Gaza e di Hezbollah dal Libano per il quale le difese sono ancora imperfette.

5. L'Iran non ha ancora la bomba. Israele, secondo notizie stampa, ne avrebbe diecine. Attaccando per primo, anche solo con armi convenzionali, Israele perderebbe il vantaggio di una sua risposta nucleare che in definitiva è il suo più prezioso deterrente.
La guerra psicologica è parte integrale della guerra ma le due cose non vanno confuse, anche se ai media piace farlo.