Perché la Juve rischia di sbagliare strada

il giorno dopo l'eliminazione dalla coppa Italia si fa la conta degli errori. Che riguarda il tecnico ma anche la società, impegnata in una pericolosa operazione di restaurazione

Il giorno dopo le sconfitte hanno un sapore ancora più amaro. Così ecco che dopo il ko in Coppa Italia l'ad della Juventus, Jean Claude Blanc, ha fatto visita alla squadra nel centro sportivo di Vinovo in un clima nero nonostante il sole quasi estivo. La temuta contestazione degli ultrà si è limitata ad uno striscione, esposto davanti allo Juventus Center, che recitava: «Per voi non abbiamo più tempo da perdere». Accanto, un messaggio nei confronti di Cannavaro, accusato di slealtà sportiva. E alla fine Blanc e il ds Secco sono usciti dopo circa un'ora senza rilasciare dichiarazioni e - probabilmente - con tanta confusione in testa. Perché è chiaro che il ritorno al passato che sembra essere il futuro della Juve forse non è la strada più giusta. In sintesi:
1) Ranieri ha confermato quello che si dice di lui: è un ottimo allenatore, ma non un vincente. La sua posizione però è statanmessa in discussione dalla stessa società che ha assecondato le bizze dello zoccolo duro dello spogliatoio (su tutti Del Piero), invece di pensare a un vero rinnovamento.
2) Errori sono stati fatti sul mercato, dove gli unici acquisti azzeccati si sono rivelati Sissoko e, in parte, Amauri: infortunato il centrocampista la squadra è saltata. Si è inseguito per un'estate Xabi Alonso e alla fine si è preso l'improponibile Poulsen. Anzi, «Purtroppo Poulsen», come l'ha soprannominato Tuttosport. E questo è un errore della società, che non aveva i soldi per lo spagnolo ma ha illuso i tifosi, e anche di Ranieri.
3) La cosa più grave successa negli ultimi tempi è stato l'incontro tra Blanc e Lippi, dopo il quale guardacaso è spuntato il ritorno di Cannavaro: accontentare le voglie del ct di avere giocatori vicino a casa prima del grande ritorno alla casa madre è il segnale di un legame che non si spezza e che tornerà a incattivire il nostro calcio. Soprattutto quando Lippi convocherà Amauri in nazionale.
4) Il problema ulteriore della Juve è la sua tifoseria, ancora rimasta a un passato che non può tornare e incapace di ammettere che quello che luccicava era oro falso. Inutile pensare di poter tornare in breve a vincere scudetti in serie, sarebbe meglio assecondare la società nel vero rinnovamento che potrebbe magari passare da un nuovo tecnico giovane (Gasperini?) o di esperienza internazionale (Wenger? Benitez?). Conte è bravo, ma per ora in serie B.
In pratica: dopo l'eliminazione dalla coppa Italia e con il secondo posto ormai a rischio, la società è in affanno e la Juve è davanti a un bivio. Prendere la strada sbagliata è un attimo.