Ma perché nessuno parla delle suore italiane rapite in Kenya?

IL CASO. Niente appelli, né cortei o manifestazioni. Le due religiose, Maria Teresa e Rinuccia, non fanno notizia. Forse c’è una classifica anche per i sequestri (<em>nella foto, suor Maria Teresa Olivero</em>)

Maria Teresa e Rinuccia, qualcuno ha sentito parlare di queste due donne italiane? Sono scomparse nella notte tra il 9 e il 10 di novembre, scomparse no, rapite, portate via da una banda di duecento figuri, in Kenya, al confine con la Somalia, nei pressi di El-wak. Maria Teresa di cognome fa Olivero, la Rinuccia si chiama Giraudo, hanno superato la sessantina, da trentacinque anni vivono e lavorano in quel Paese dell’Africa. Non sono giornaliste, nemmeno soldatesse, non indossano né il burqa, né il chador, non sfilano in corteo, non sventolano bandiere, non propagandano idee politiche, faticano sul fronte dell’esistenza quotidiana, si occupano dei malati e indossano l’abito religioso, sono suore. Purtroppo. Purtroppo perché nessuno si sta occupando di loro.
Non fanno notizia, non c’è sangue, non ci sono immagini violente, non ci sono appelli di giornali, di parenti disperati, non vedo sfilare cortei, non mi risultano manifestazioni, adunate davanti a san Pietro, il silenzio è comodo per chi si deve occupare di altro, di tutto ciò che serve a finire in prima pagina, un titolo, una foto e via, ma non due suorette piemontesi, religiose del Movimento Contemplativo missionario «Charles De Foucauld», di Cuneo. Se si fosse trattato di Foucault, con la t, quello del pendolo, allora sì, forse, magari ma il nobile alsaziano convertitosi dopo una vita di lussi e lussurie, nessuno sa chi sia mai stato e poi, ormai, in Africa può accadere di tutto, la cronaca offre vicende più polpose, meglio dire pulp. La cronaca di paese ricorda, ad esempio, che stasera la comunità del Movimento religioso terrà una veglia di preghiera per Maria Teresa e Rinuccia, a San Rocco Castagnaretta, diciamo Cuneo. Escludo che alle preghiere si uniscano le belle gioie del firmamento socialpolitico, non credo nemmeno siano previsti collegamenti e servizi speciali che sistemino la coscienza e coprano l’arco costituzionaltelevisivo da AnnoZero a Porta a Porta, da Matrix a Ballarò; in fondo, trattasi di roba piccola, le suore non possono tirare su gli ascolti eppoi queste due appartengono a un movimento contemplativo, dunque la meditazione fa a pugni con i consigli per gli acquisti, meglio l’isola con i suoi famosi e l’agitazione dei piloti Alitalia.
Eppure ci sono due vite in bilico, due vite di donne italiane, passate dalle mani del Signore a quelle dei banditi, anche perché padre Pino Isoardi, responsabile del movimento religioso missionario di Cuneo, si sente di escludere un coinvolgimento nella vicenda di fondamentalisti islamici, non in assoluto anche se, da alcuni anni, in quelle terre, ha chiarito lo stesso Isoardi, ci sono state infiltrazioni di quel tipo ma che non c’entrerebbero con il popolo di Charles de Foucauld.
Si usa il condizionale, non si sa mai, chissà. Il ministero degli Esteri italiano sta seguendo sotto traccia lo sviluppo di questa storia comunque strana, direi sghemba per come viene osservata, letta, presentata, anzi trascurata se non dimenticata. C’è una classifica anche per i sequestri di persona oltre confine, i rapiti debbono avere i documenti i regola: conta la loro appartenenza, conta la loro visibilità, conta il loro curriculum di vita e di carriera. Suor Maria Teresa e suor Rinuccia forse stanno pregando. Non per la loro fragile salvezza. Ma per la nostra miserabile ignoranza.