Perché noi laici non saremo in piazza

Fabrizio Cicchitto**

Il 12 maggio quasi tutte le associazioni cattoliche italiane hanno convocato a Roma una grande manifestazione per la famiglia. Nel documento di convocazione, quasi tutto condivisibile, il richiamo all’identità di chi la organizza è esplicitamente sottolineato. La famiglia, quale è prevista dalla Costituzione, è un dato fondamentale di tenuta e di crescita di una società, specie in una fase in cui aumentano tendenze alla disgregazione e terribili sfide esterne. Nel momento nel quale si fanno documenti e manifestazioni per la famiglia, bisogna anche fare i conti con i problemi, i punti di crisi della famiglia in Italia: ragione di più per aiutare in tutti i modi possibili questo nucleo fondante della società civile. Noi riteniamo anche che vadano garantiti i diritti individuali delle coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali, ma non condividiamo affatto il disegno di legge proposto dal governo e proprio al Senato abbiamo proposto un’alternativa equa.
Riteniamo orribili e pericolose le minacce di sapore terroristico nei confronti di Monsignor Bagnasco e anche la moltiplicazione di attacchi settari alla Chiesa. Sappiamo per esperienza che ogni qualvolta in Italia si mette in moto un meccanismo di demonizzazione contro una persona, un partito, in questo caso una religione o i suoi ministri, le conseguenze possono essere devastanti.
La Chiesa deve esser libera di manifestare il suo parere su qualunque argomento ritenga opportuno pronunciarsi e deve essere anche libera di organizzare il consenso sulle sue posizioni: se questo diritto viene contestato vuol dire che emergono pericolose tendenze autoritarie. A loro volta, partiti, singoli parlamentari, associazioni sono liberi di consentire o di dissentire dalle prese di posizione della gerarchia ecclesiastica. Chi scrive ha condiviso la posizione di Papa Giovanni Paolo II sull’indulto, mentre non ha condiviso alcune parti della legge sulla fecondazione assistita.
Come laici senza aggettivi - per intenderci né laici devoti né laici anticlericali - che si collocano in un partito liberale quale è Forza Italia, senza alcuna ironia sottintesa, facciamo al Family day i migliori auguri di successo. Ma noi non saremo presenti.
Nel momento nel quale l’origine politico-culturale della manifestazione è nata per un impulso di natura religiosa e per una causa che perdipiù riteniamo anche giusta, noi esprimiamo i motivi del nostro consenso sulla difesa della famiglia ma riteniamo una forzatura partecipare ad una iniziativa che deriva dalla mobilitazione etica e organizzativa del mondo cattolico del quale riconosciamo l’importanza e anche la fondamentale positività ai fini della tenuta della società italiana, ma del quale non siamo parte. Sappiamo che altri laici faranno una scelta diversa, di partecipazione, che noi rispettiamo.
Oggi, così come nel XX secolo contro il nazismo, il comunismo, il fascismo, riteniamo che siano fondamentalmente due, e non una sola, le grandi correnti politico-culturali che devono battersi contro il fondamentalismo islamico e il terrorismo che esso esprime: quella cattolico liberale e quella dei liberali e dei liberalsocialisti.
Vogliamo anche esprimere il nostro dissenso nei confronti della manifestazione che si autodefinisce dell’«orgoglio laico» che è stata indetta dopo la convocazione del Family day, ma volutamente nello stesso giorno. Riteniamo già un errore questa scelta, che è fatta più in negativo che in positivo. Il suo obiettivo è evidente: tornare ad un modello di contrapposizione che riteniamo sorpassato e negativo, quello fra clericali e anticlericali. Riteniamo che la società italiana nel passato stesse superando questo tipo di contrapposizione e che il ritorno ad essa sia un fatto negativo, foriero di altri pericoli.
Con questa presa di posizione, che non abbiamo voluto estendere ad altri amici proprio per marcare il senso di una posizione politico-culturale, ma non l’intenzione di dar vita a correnti o a cordate di alcun tipo, abbiamo inteso riaffermare in due direzioni diverse la nostra identità che è differente sia da quella di coloro che si autodefiniscono «laici devoti» sia da coloro che oggi orgogliosamente si vogliono affermare come laici anticlericali. Confermiamo la nostra valutazione che esistono profonde ragioni per la collaborazione fra laici e cattolici per la difesa di comuni valori, in primo luogo di quello della libertà in tutte le sue legittime espressioni.
**Presidente Consiglio
nazionale di Forza Italia
*Vicecoordinatore Forza Italia