Perché non funziona il battello ecologico di Chiavari?

Il battello ecologico c'è (sulla carta) ma non si vede!
I battelli ecologici sono molto simili a pedalò muniti di un motore fuoribordo a 8 CV con un contenitore portarifiuti e dotati di struttura di sicurezza onde consentirne la navigazione entro i 200 metri dalla costa, servono a raccogliere la sporcizia più facilmente visibile a occhio nudo, sono stati acquistati due anni fa dalla Provincia di Genova per la modica cifra di €. 7500,00.
A differenza degli altri Comuni del Golfo del Paradiso dove il battello è presente e visibile sulla spiaggia, il battello ecologico di Chiavari si trova abbandonato nel porto, sotto la diga foranea vicino ai Servizi Igienici.
Chiedere all'Assessore al Turismo e all'Ambiente del Comune di Chiavari Arch. Marina Tiscornia, il perché del non utilizzo del nostro battello ecologico sarebbe tempo perso! Siamo certi che saremmo immediatamente accusati di bassa strumentalizzazione politica, ed altrettanto sicuri che la causa del mancato varo sia da ricercarsi per l'ennesima volta nei tagli alla Finanziaria operati dal Governo Berlusconi!
Per un'amministrazione comunale dovrebbe essere un forte interesse provvedere alla salvaguardia e alla tutela del litorale marino soprattutto nel mantenimento della sua pulizia, in quanto essa costituisce un forte patrimonio economico ed elemento primario dell'offerta turistica del territorio.
Così non è per l'amministrazione di Chiavari, che non si preoccupa che il mare non è pulito, o meglio l'acqua è limpida ma sopra galleggia sempre qualcosa, dai rifiuti al materiale organico. Eppure per migliorare le cose i mezzi ci sono, basta usarli visto che i soldi per acquistarli sono stati spesi.
Secondo l'Assessore Provinciale al Turismo Dott. Arnaldo Monteverde con l'acquisto dei battelli ecologici i bagnanti potevano stare tranquilli, la sporcizia che nel periodo estivo navigava sulla superficie del mare non sarebbe più stata un problema perché sarebbe stata raccolta da questi simil-pedalò.
Lo stesso Assessore Monteverde ha dichiarato che la Provincia ha già rimborsato al Comune la quota spettante per l'anno 2006 per il funzionamento dei battelli ecologici.
Altresì ha dichiarato che il 27 giugno 2006 sono state depositate in Capitaneria di Porto le istanze dei Comuni e quindi l'entrata in acqua dei battelli sarebbe stata imminente.
Oggi la stagione estiva ormai volge al termine, F.I. chiede al Sindaco ed all'Assessore competente se prevedono la messa in acqua del battello ecologico quando i bagni verranno smontati, i turisti se ne saranno andati ed i chiavaresi preferiranno andare per funghi.
Inoltre, se non viene usato il battello, i soldi che la Provincia ha già versato al Comune, come vengono spesi?
Caro Sindaco Poggi, caro Assessore al Turismo e all'Ambiente Tiscornia, cara Giunta al completo, non vi è bastato perdere la bandiera blu, oltre alla faccia (quella persa ogni giorno ormai da 3 anni abbondanti), ora perdete anche i turisti per la «rumenta» che galleggia in mare, per la rumenta che trabocca dai cassonetti in città, per quella che affolla le aiuole, insomma la rumenta Vi perseguita.
Certo Vi siete distratti un attimo, vi siete dimenticati del battello ecologico perché impegnati a creare un'oasi con 52 palme nuove nell'area di Colmata in stato di abbandono e sotto sequestro!
Complimenti!
Dott. Emanuele Rustichelli
Portavoce Forza Italia
Chiavari

Gentilissimo dottor Rustichelli, ho l’impressione che le sue siano più che altro domande retoriche visto come vanno le cose in quel di Chiavari. Se, come dice lei, è vero che il Comune se ne infischia dello stato del mare e non utilizza il battello ecologico, allora c’è solo da sollecitare spiegazioni su questo strano modo di comportarsi. Chiaramente ogni civica amministrazione ha la piena responsabilità di quel che decide, e soprattutto di quel che non decide. Per esempio, perché lasciar accumulare la spazzatura nei cassonetti? È chiaro che queste cose non sfuggono alla gente e prima o poi ci sarà qualcuno che chiederà conto al Comune di questo modo di fare. E quando si andrà alle urne ci sarà la resa dei conti tra amministratori e amministrati.
Di certo non si può fare a meno di notare che la sinistra continua a mantenere una duplice identità circa le questioni chiave del vivere civile: a tutti i livelli, mentre è all’opposizione minaccia tuoni e fulmini in difesa dell’ambiente accusando gli avversari di lassismo e menefreghismo. Quando invece va al potere, allora mette l’ambiente in un angolo e si dedica alla soluzione di piccoli e grandi problemi di carattere clientelare.
Senza fare accostamenti troppo azzardati, è un fatto che tutte le amministrazioni di sinistra abbiano in qualche modo favorito le aspirazioni edilizie delle coop rosse. In quel caso nessuno dei rappresentanti dei partiti di sinistra si sogna di alzarsi e prendere la parola a difesa dell’ambiente colpito da nuove costruzioni. Al contrario questi attacchi sono assolutamente rituali quando la sinistra è all’opposizione e il centrodestra al potere. In quel caso fioccherebbero le accuse di cementificazione, distruzione dell’ambiente, eccetera. Se invece a costruire sono loro, nessuno ne parla. E a Chiavari non è diverso.
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