«Perché il nostro denim va sempre a tutto Gas»

Centotrenta negozi monomarca, 6 flagship, 370 shop-in-shops, corner e aree dedicate in department stores internazionali, infine un 2013 chiuso, a fianco di Marc Marquez e Honda, da campioni del mondo. Sono passati trent'anni da quando Claudio Grotto decise di trasformare la piccola merceria della madre, nel vicentino, in un laboratorio artigianale, dove la sua energia e la sua passione per il denim si potessero esprimere a 360°. Oggi quel laboratorio è diventato un'azienda unica nel suo genere, Gas (Grotto Abbigliamento Sportivo).
Il brand nasce nel segno dell'«essensual», filosofia che fonde essenzialità e sensualità, senza dimenticare positività, freschezza e autenticità, valori ben tradotti nel double rainbow brand, il logo che Grotto disegnò durante un viaggio a Città del Capo, dove l'Oceano Indiano incontra l'Atlantico e dove, al finire di una tempesta, si formarono due incredibili arcobaleni. L'idea era, dunque, quella di vestire con prodotti di qualità, essenziali, funzionali ma ricchi di dettagli (per questo motivo il Giappone è il secondo mercato mondiale del brand) il cosmopolita per eccellenza, che, anche con un semplice jeans, esprime la propria individualità in tutte le occasioni. Il denim continuerà ad essere, anche in futuro, un serbatoio inesauribile di idee per Gas, perché «è una tela così resistente da permettere qualsiasi tipo di sperimentazione - racconta Barbara Grotto, Head of Communications e figlia di Claudio -. Se, su questo punto, sono riuscita a convincere anche il team giapponese di Honda, non ci sono più dubbi!».
Dopo trent'anni di attività e soddisfazioni, dove potete dire di essere arrivati?
«Abbiamo fatto tanta strada, ma nel nostro campo, quello del denim, l'innovazione non ha mai fine. Per ora siamo felici di aver sviluppato un know-how industriale incredibile: da noi si fa ricerca, si disegna e si crea».
Cos'è, per voi, il denim?
«Lo abbiamo sempre guardato con un approccio moderno. Lo abbiamo, cioè, trasformato in un jeans sartoriale, ovvero in un pantalone casual e elegante allo stesso tempo, che veste il cittadino del mondo in ufficio, durante un cocktail e persino per una serata esclusiva. Risale, infatti, al 2007 la nostra collezione sartoriale di smoking in denim».
Tutti capi che nascono nell'Artisanal Room.
«Sì, il nostro laboratorio di ricerca e sviluppo. Qui sono nati il Research Denim 001, il primo denim al mondo completamente termosaldato protetto da brevetto europeo, e il Reverse Denim, perfetti per chi deve uscire dopo l'ufficio ma non ha tempo di passare da casa a cambiarsi».
E il Pop-Up Jeans…
«Il cinque tasche superskinny capace di regalare alla donna un lato B che sfida la forza di gravità, grazie a due coppe anatomiche in materiale anallergico da inserire in due taschine interne posizionate sopra i glutei».
A Pitti Uomo presentate una capsule collection che celebra il naturale Fast Attitude del brand.
«Una collezione uomo donna che ripropone anche pezzi iconici del nostro archivio storico, trasformati e ripensati. In primo piano materiali trattati e spalmati per regalare un effetto pelle, zip, protezioni e tagli ergonomici, tutti dettagli che ricordano i centauri metropolitani».
Questo 2014 vedrà anche...
«La realizzazione di un super mega evento digitale dopo la partenza della MotoGP e alcuni progetti pensati con Honda per i tifosi. Per il sedicesimo anno consecutio saremo tra gli sponsor principali del team, a cui realizziamo anche le divise, dove, per la prima volta, sono riuscita ad inserire capi in denim. Dimostrare ai giapponesi che quella tela è resistente, confortevole e a prova di macchia è stata una soddisfazione!».
Altre novità?
«Nei prossimi giorni apriremo un negozio a Bangalore, in India, ed entro marzo un flagship a Dubai».