«Perché ora il Grifone non punta sui giovani?»

Il calcio dei ricchi vive sulle espressioni umane della provincia

Caro Lussana, è iniziato il campionato di serie C1, ma non per noi. Per la Serie C1 i riflettori si sono accesi come non mai. La presenza del Genoa e della Salernitana nel girone A sta amplificando gli eventi e la vita stessa della categoria.
Tutto fa spettacolo e sembra che solo ora il grande pubblico si accorga dell’esistenza della serie C e dell’ambiente che la circonda. Certo è un mondo poco noto ai più ma pieno di energia, passione e ricco di talenti. Da sempre il calcio «dei ricchi», quello metropolitano, vive sulla forza e sulle espressioni umane della Provincia. Inesauribile serbatoio e palestra impareggiabile di quasi tutti quelli che fanno calcio. Oggi la gente nei bar, per strada ti chiede dove si trova Lumezzane piuttosto che Teramo.
Cari amici, prepariamoci a vederne delle belle e soprattutto impariamo in fretta a capire che tipo di campionato ci attende.
In C si incontrano ottimi giocatori con alle spalle storie incredibile per chi è abituato a seguire il calcio ricco e miliardario delle massime categorie. Chissà quanti andranno allo stadio e nel seguire le gesta dei protagonisti diranno la frase «ma come fa Quello a giocare in serie C...». In questa categoria si incontrano personaggi che per per mille motivi non hanno mai assaporato la gioia di giocare nella massima serie pur avendone tutti i requisiti tecnici ed umani. D’altronde questa è la vita. Quindi, non solo per i giocatori, ma anche per il pubblico, è un salto di qualità nel cercare di capire cosa è il calcio oggi nei diversi livelli.
Nel Genoa sono rimasti (per ora) troppi giocatori della passata stagione e tutti avanti con gli anni. Gli altri acquisti? Benino Zaniolo del resto si sa poco.
Dei vari Tedesco, Baldini & C. cosa ce ne facciamo a quelle cifre? I dirigenti continuano a ripetere che in una settimana non si può fare una squadra. Questo non è assolutamente vero: la serie C è un mare infinito di opportunità sia con giocatori già accasati (in C1, C2 e Quarta serie) che per quelli che per un motivo o per un altro non hanno una squadra. Il problema è che sembra mancare la volontà di rischiare sui giovani, o forse non si hanno i contatti giusti, nel tentativo forse disperato di voler subito vincere il campionato.
In società qualcuno è abituato a fare le squadre in corso d’opera quindi continuando con il penoso andazzo di comperare e vendere giocatori praticamente senza soluzione di continuità. Con questa filosofia si rischia seriamente di essere nuovamente puniti, ma questa volta dal campo.