«Ma perché poteva girare per strada?»

«La cocaina? Ma quale cocaina? Mio figlio lo mantengo io, non lavora, ha appena i soldi che gli bastano per mangiare, la casa dove vive è nostra...E poi non si è mai drogato, ha avuto qualche problema, quello sì, qualche instabilità, è stato curato, è ancora in cura, ma non è mai stato violento. Per favore, adesso andate via di qui. Sono una donna onesta, non voglio avere dei guai sul posto di lavoro..».
La folle mattinata del figlio 30enne - che ha sconvolto il quartiere tra via Murat e viale Zara andando in giro armato di due coltelli con lame lunghe una quindicina di centimetri, uno in mano e uno infilato nella cintola, tentando anche di ferire un uomo in un supermercato (senza riuscirci) e accoltellandone altri due incontrati per strada, insieme a due carabinieri intervenuti a fermarlo (a un terzo militare ha fratturato una mano) - ha spaventato questa donna già molto provata dalla vita che è la madre di Emiliano Delle Ville. Pantaloni scozzesi, maglietta nera, borsa sulla spalla, la poveretta accorre in via Murat 3 alle 10 del mattino con la faccia di chi non riesce a svegliarsi da un incubo. Le scale all’interno del palazzo, piene di sangue dal pianterreno fino al secondo piano (dove c’è il bilocale del feritore) sono il triste simulacro di qualcosa che si è inceppato nel cervello del suo ragazzo. Un tipo solitario, introverso, sicuramente un po’ strano, ma che non aveva mai fatto parlare di sé in zona per qualche suo strano atteggiamento o per qualche azione da squilibrato.
«Le dirò di più - racconta seria ma serena un’anziana con il cagnolino, Ilda Bonetti, 78 anni, che è ferma a guardare l’entrata di via Murat 3 dall’altra parte della strada -: quel giovane mi ha aiutata più volte quando ha notato che ero in difficoltà mentre camminavo. Lo vedevo correre, in tuta, sempre tutto solo. Portava sempre una bandana rossa in testa».
«L’ho visto avvicinarsi da lontano al mio collega, sferrargli una coltellata nella pancia e poi scappare via - racconta ancora sconvolto uno dei colleghi dell’operaio edile ferito all’addome durante i 25 minuti di follia di Delle Ville -. Non lo dimenticherò mai più...Quando l’abbiamo portato, ferito, al bar di fronte, in attesa dell’ambulanza, mi creda, pensavamo ci morisse tra le braccia».
Intanto la madre del ragazzo - che da anni è separata dal padre di Emiliano e vive in un altra zona della città - è entrata e uscita dallo stabile di via Murat 3 e si sofferma a lungo sul marciapiedi a parlare con i carabinieri che l’ascoltano. Nello stesso momento il suo ragazzo viene sedato e operato alla tibia destra, all’ospedale Niguarda. Lo stesso dove sono stati ricoverati gli altri due uomini che ha ferito: un 43enne, portinaio del palazzo di via Veglia 49 e un operaio edile di 23 anni che, al momento dell’aggressione, stava parlando con il suo capo all’angolo tra via Veglia e via Vulci e aveva appena scaricato una cassetta con degli attrezzi da lavoro. Il giovane operaio è il ferito più grave e il suo capo, che ha assistito impotente e ammutolito alla fulminea aggressione, è l’uomo che ha inseguito Delle Ville fino a casa mentre, con il cellulare, avvertiva i carabinieri.