Perché, professore, non si dimette da Tursi? «Ora provo, poi vedremo»

Gli ingegneri ignorano

il leader Berlusconi
Caro Massimiliano, il numero 334/08 della rivista L'ingegnere Italiano, del Consiglio Nazionale Ingegneri riportava uno Speciale elezioni, con «11 domande ai leader sul futuro del paese».
In copertina campeggiavano le foto dei leader intervistati.
Il testo specifica che l'ordine di apparizioni, sia per le foto sia per le interviste, seguiva l'ordine alfabetico: Pd, Pdl, Sc, Udc.
Già qui si potrebbe citare la scusatio non petita accusatio manifesta, in quanto l'ordine alfabetico non è l'unico ordine possibile, pertanto suona tanto di giustificazione pelosa.
L'apertura con il Pd, essendo il Pd il maggior partito del governo in carica, non era infatti bisognosa di giustificazioni.
Quello che sarebbe comico, se non fosse tragico, è che tra i leaders manca quello che ha vinto!
E sì, perché i fotografati ed intervistati sono Veltroni, Fini, Bertinotti e Casini.
Trascuriamo il fatto che la figura del «candidato premier», che ha spopolato in questa campagna elettorale, è un figura inesistente dal punto di vista giuridico. Resta comunque che il leader del Pdl non è Fini, ma Berlusconi, tra l'altro l'indicazione di Berlusconi leader è stata uno dei punti di maggiore frizione con l'Udc, che poi è corsa da sola.
Evidentemente a qualcuno in seno all'Ordine degli Ingegneri la discesa in campo di Berlusconi deve essere sfuggita. Qualcuno per cui il risveglio del 22 aprile deve essere stato particolarmente amaro.
Cari saluti
Giulio Gennaro

Il «suicidio» annunciato

di Portovenere
Caro Massimiliano, hai fatto di nuovo centro e il fatto che dal 15 aprile valanghe di cittadini con ogni mezzo (lettere, fax, e-mail, telefonate) abbiano riconosciuto te e i tuoi collaboratori quali co-artefici della splendida vittoria del Popolo della libertà in Liguria, la dice tutta.
Hai ragione, uniti si vince, ma non solo, si vince quando ci si riappropria del territorio, quando si scende per strada in mezzo alla gente e, cito ad esempio una frase di Raffaella Della Bianca, pioniere di Fi: «Meglio al mercato, che sui giornali».
È così! Poi però succede che le stesse regole non valgono in periferia, dove riusciamo a perdere anche in periodi di vacche grasse.
Perché? Semplice, perché ripetiamo sempre gli stessi errori, perché non ci sono regole e contano quelli che dicono sempre di sì, quelli che fanno più telefonate, quelli che chiedono di più. I dirigenti guardano ai numeri e cancellano le voci fuori dal coro, quelli che loro pensano siano le minoranze.
Ma non basta fare il pieno di coordinatori comunali, piazzare in ogni posto i propri fedelissimi e avere il partito in mano, perché gli elettori sono fuori dalle stanze dei partiti.
Nel caso di Portovenere poi, si è voluto perdere o per arroganza e pervicacia, mettendo da parte soprattutto i simpatizzanti del Pdl, considerandoli elettori certi: un suicidio annunciato che i dirigenti non hanno voluto ascoltare, rimandando la discussione al 15 aprile.
Ora speriamo di poterne discutere, prima che passino altri cinque anni.
Un saluto.
Riconosciamo i meriti

dei Circoli della Libertà
Non possiamo che essere contenti del risultato uscito dalle urne alle scorse elezioni politiche e noi dei Circoli della Libertà, espressione della società civile e precursori del Popolo della Libertà, accampiamo un piccolo merito e un rilancio della partita.
Proseguendo sulle riflessioni del dopo-voto non c’è dubbio che l’elettorato sammargheritese di centro destra ha dato lo stesso segnale di protesta e di malcontento sul governo della cosa pubblica anche locale.
Ora far finta di niente e rilanciarsi attraverso un’operazione di lifting sull’operato di questa amministrazione facendolo apparire un progetto credibile e realizzato mi sembra davvero eccessivo e non corrispondente a quello che la gente comune ha percepito.
Proseguire in questo strabismo non è solo un problema di carattere estetico, ma soprattutto funzionale. Il fatto che il Sindaco possa riproporre la sua candidatura fa parte del gioco ma che alcuni esponenti provenienti dal centro destra continuino ad appoggiare un governo il cui leader viene collocato nell’area di centro sinistra vuol dire portare tutto il popolo del centro destra nella spirale della miopia politica e della futura cecità. Questo ci sembra inaccettabile!
Cordiali saluti.
Patrizia Lupino
Presidente Circolo della Libertà
di Santa-Portofino

Dopo i bracciali antistupro

le cinture di castità?
Dopo la batosta delle Elezioni Politiche del 13 e 14 Aprile u.s. la sinistra non si è ancora convinta che gli Italiani sono stufi, anzi arcistufi di vederli ed ascoltarli.
Ancora oggi essi si ostinano a riproporsi come candidati.
Non hanno ancora finito di raccontare i loro programmi da sempre velati di buonismo e falso sociale. Oggi quel falso sociale è offerto ai Romani.
Il vero sociale è invece offerto ai Romeni ed ai Rom.
Pertanto per non togliere ai Romeni ed ai Rom i loro sacrosanti diritti di libertà il Candidato Sindaco di Roma Signor Francesco Rutelli vorrebbe fornire le signore Romane di un braccialetto elettronico con il quale esse dovrebbero segnalare tentativi di violenza nei loro confronti ad una centrale operativa così che si possa intervenire in loro aiuto.
Se la violenza non venisse sventata, dico io, la colpa sarebbe del disastroso stato delle strade romane e dal caotico traffico automobilistico capitolino.
Mi chiedo per quale ragione tanto calore nel sostenere questa proposta. Siamo, forse, alla nascita di una braccialetto-poli?
Qualche signora Romana potrebbe preferire che il congegno elettronico di allarme venisse inserito in una collanina magari firmata dallo stilista di turno.
In questo caso ritengo che Rutelli non avrebbe problemi ad iniziare un confronto con Prc-Pci-Pcdl-Verdi-Tarzan -Jane e Cita visto la grande disponibilità da sempre dichiarata per il dialogo infinito al quale ci hanno abituato. Caro Rutelli voglio esprimere un mio modesto, disinteressato, parere.
La vera sicurezza contro violenze e stupri alle Signore Romane si potrà ottenere solo nel caso esse siano fornite di cinture di castità comunali.
Quelle cinture dovrebbero essere fornite di lucchetti, le chiavi custodite dal Signor Sindaco e rilasciate solo in caso di legittima richiesta e appr Previa richiesta scritta e marca da bollo... si intende! L'altro candidato Sindaco al Comune di Roma il Signor Alemanno, chiede invece l'allontanamento degli illegali, e mi pare più credibile essendo quella la richiesta della stragrande maggioranza dei pensanti.
Vito Cafueri

Savona
L’esanime governo Prodi

e le scelte da ultima ora
Caro dottor Lussana, il governo in-via-di-estinzione di Romano Prodi, dopo la «trombata» in Senato, aveva titolo soltanto per sbrigare gli «affari correnti» fino all'insediamento del nuovo Premier.
Ha cominciato col riconoscere, seduta stante, la secessione del Kosovo, ha continuato a voler concludere, ad ogni costo, anche quello di pagare invece di essere pagati, la vicenda Alitalia.
Oggi apprendiamo che nel frattempo, Prodi ha ufficializzato ben 123 nomine nella Pubblica Amministrazione, 34 di esse solo alla Farnesina, tra cui 8 ambasciatori. Tutto ciò, evidentemente, per non essere tacciato di prendere lo stipendio a sbafo. Se avessero messo lo stesso impegno a cominciare dall'Aprile 2006, forse si starebbe un po’ meglio....
Cordialmente.
Luigi Fassone
Camogli

Invito a cena con rima

per chi va alla Camera
Caro dottor Lussana, questa è una fantasia su alcuni deputati alla Camera. Un racconto surreale ma non troppo.
Mi faccio largo tra i Bossi e intravedo le Mura aldilà della Costa. Spunta Dal Lago una Brunetta(?): sarà La Russa?. Dicono sia una donna di Ventura, Stanca ma Speciale: forse siamo anche Parenti ma non Brutti.
Tutto intorno non si sente volare una Mosca. Lei si avvicina, ha con se una Pecorella, rasenta la Fontana, avanza e noto i suoi lineamenti Fini, constato che è una bella Rossa!!
Già mi sento un Corsaro, gli offrirò un Martini, l’inviterò a pranzo, piatto unico con due Pollastrini contorno di Ciccioli con qualche Fava.
Adornerò il tavolo con dei Garofani, saremo rilassati e Sereni. All’aperto seguiremo il volo di una Colomba osservando un Merlo che Beccalossi.
Attorno non ci saranno Gatti a rompere i Maroni, con Galan/teria gli farò omaggio di un paio di Balocchi. Termineremo la giornata osservando il calar del sole laggiù fra Tremonti.
Sergio Crocco