Perché quereliamo Vendola

«L’operazione del Giornale è di mero killeraggio politico. Mi sta capitando spesso di essere oggetto del tiro a segno di quel quotidiano, abituato a mettere in moto un manipolo di cecchini che falsificano in maniera permanente, perché non è corretto dare queste notizie. Ci sono molti modi per colpire chi ha messo in discussione gli interessi affaristici di un certo rilievo». Con questa dichiarazione il governatore Nichi Vendola ha commentato ieri la nostra inchiesta sulla missione a Washington della Regione Puglia, costata 345mila euro per quattro giorni.
Gli insulti sono materia legale e Vendola ne risponderà in tribunale. Noi riteniamo di aver esercitato il diritto di cronaca attenendoci ai fatti documentati, riscontrandoli presso la Regione Puglia, rappresentandoli con equilibrio e correttezza, garantendo a tutti gli interessati la possibilità di fornire la propria versione. Se così non fosse, saremmo colpevoli. Riepiloghiamo i fatti e lasciamo ai lettori il compito di giudicare.
Lunedì, dopo aver ricostruito i termini della missione americana della Regione Puglia, abbiamo cercato in via ufficiale Vendola, per chiedergli di commentare la vicenda. Il governatore non ha ritenuto di farlo. Il suo portavoce ci ha messi in contatto con il vicepresidente della giunta, Sandro Frisullo, «in quanto responsabile della missione». Frisullo non ha smentito le nostre informazioni e ha detto di non conoscere il costo della missione. Quando gli abbiamo comunicato che è di 350mila euro, si è detto «incuriosito». Ci ha chiesto come fossimo arrivati a quella cifra. Gli abbiamo citato gli atti della Regione. Allora Frisullo ha promesso una verifica delle voci di spesa, garantendoci di mettere a disposizione il progetto dettagliato della missione, da noi richiesto invano. Aspettiamo.
Ora Vendola ci accusa di «killeraggio politico», ma senza smentire i dati della nostra inchiesta. D’altro canto non può farlo, perché il costo della missione è desunto da un atto ufficiale della stessa Regione Puglia: la determinazione dirigenziale dell’assessorato allo Sviluppo economico n. 1592 del 22 settembre 2005. Oggetto: «Evento missione istituzionale Stati Uniti - Washington, 10-16 ottobre 2005». Testualmente: «Il dirigente del settore determina di partecipare alla missione istituzionale Stati Uniti - Washington (...), di affidare alla Associazione temporanea di imprese PugliaKnowhow la fornitura dei servizi al costo complessivo pari a 345.265,44 euro (...), di liquidare la somma di 103.579,63 euro a titolo di anticipazione».
Questi i termini economici della missione. Ci stupisce che il governatore e il suo vice non ne fossero al corrente. Siamo «killer politici» solo perché li abbiamo informati noi? O perché abbiamo informato l’opinione pubblica?
Nella sua dichiarazione, Vendola ricostruisce poi alcuni dettagli del suo viaggio a Washington. Sostiene di «aver viaggiato in condizioni di assoluta sobrietà. Ho dormito nell’Hotel Watergate e chiunque può andare su Internet a vedere quanto costa». Ci siamo andati: una camera costa da 229 a 289 dollari al giorno. Ma gli organizzatori della missione pugliese ci avevano detto di aver usufruito di una convenzione grazie alla Banca Mondiale, che è valsa un risparmio sull’albergo. Dunque abbiamo scritto: «Ogni camera al Watergate Hotel è costata 179 dollari a notte».
Dice Vendola: «Ho pranzato e cenato nello stesso albergo. Non ho avuto il tempo di mettere il naso fuori dal circuito delle attività lavorative». Non abbiamo scritto né insinuato il contrario.
Spiega ancora Vendola che il viaggio negli Usa era stato previsto dalla precedente giunta Fitto. Noi abbiamo scritto: «La missione a Washington era prevista nel Programma di internazionalizzazione e marketing territoriale 2005 approvato dalla precedente giunta Fitto».
Sostiene Vendola che l’Associazione temporanea di imprese Pugliaknowhow ha organizzato il viaggio in quanto vincitrice di una gara d’appalto precedente all’insediamento della sua giunta (aprile 2005, ndr). Noi abbiamo scritto: «Per l’organizzazione della missione, la Regione si è rivolta come sempre a un’associazione di cinque imprese chiamata PugliaKnowhow, che due anni fa ha vinto una gara d’appalto per occuparsi di tutto il settore Internazionalizzazione delle imprese».
Questa la versione di Vendola sul viaggio in America. E la nostra. Trovate differenze? Se ritenete che Vendola abbia smascherato le nostre menzogne, considerateci pure «killer politici». In caso contrario, le accuse di Vendola vanno considerate diffamazione a norma di codice penale e deferite al giudizio di un tribunale.
Fin qui il viaggio in America. Ma non è tutto. La dichiarazione di Vendola prosegue: «Se il giornale della famiglia Berlusconi cerca sprechi gli posso raccontare molte storie, molte fonti di sprechi nella mia Regione di quelli non agitati sui giornali, ma stigmatizzati dalla Corte dei conti. Un esempio sono gli sprechi per le spese legali della Regione Puglia». A Vendola è consentito non leggerci, ma non confonderci. Gli sprechi nelle spese legali della Regione Puglia (17 milioni di euro in tre anni) furono denunciati dal Giornale il 20 luglio 2004. All’epoca la Regione era governata dalla giunta di centrodestra. Il presidente Raffaele Fitto (Forza Italia) non smentì, ma rispose con una cortese lettera pubblicata dal Giornale, in cui spiegava le ragioni dell’aumento dei costi. Dalla nostra inchiesta trassero spunto per interrogazioni e proteste anche i consiglieri regionali di centrosinistra. Della vicenda si è poi occupata la Corte dei conti, confermando i rilievi del Giornale (ne abbiamo dato conto il 17 luglio 2005). Eravamo «killer politici» anche allora che colpivamo dalla parte opposta a quella di Vendola? E tutelavamo «interessi affaristici»?
Infine Vendola tira in ballo un’altra inchiesta del Giornale, quella sui compensi di governatori, consiglieri e assessori regionali, pubblicata il 23 agosto 2005. Dice: «Aprire un contenzioso sul mio stipendio, dando il mio stipendio al lordo e mettendolo a paragone con gli stipendi al netto degli altri presidenti è la misura dell’abisso di volgarità di cui quel giornale è da lungo tempo testimonianza». Ecco che cosa abbiamo scritto esattamente: «Il governatore bertinottiano Nichi Vendola sale alla vetta di 24.619,94 euro mensili, dei quali meno della metà tassabili». Infatti le imposte incidono sulla cosiddetta «indennità di carica» (11.190,89 euro), ma non sulla diaria e sui rimborsi per il soggiorno a Bari.
Sono passati quasi tre mesi da quell’articolo: nessuno ne ha smentito il contenuto, tantomeno Vendola. Ora ne ricava «la misura dell’abisso di volgarità di cui Il Giornale è da lungo tempo testimonianza». Ancora contumelie, senza alcuna contestazione nel merito.
Queste le parole di Vendola. E i fatti. Le une e gli altri ci sembrano insopportabilmente stridenti. Spetterà a un tribunale stabilire dove stia «l’abisso di volgarità». Ma per un giornale, è in primo luogo ai lettori che spetta il giudizio più importante.
Da un anno e mezzo conduciamo un’inchiesta sugli sprechi delle amministrazioni locali. Tutte. Di qualsiasi colore. Anche di centrodestra, dalla Lombardia alla Sicilia. Per un motivo molto semplice: gli sprechi non hanno colore. Anche politici di sinistra ce ne hanno dato atto.
Quando gli amministratori chiamati in causa hanno voluto replicare nel merito, abbiamo dato spazio alle loro ragioni. Alcuni non hanno gradito i nostri articoli, perché toccano un punto debole della politica, e ce lo hanno fatto sapere. Ma è la prima volta che riceviamo una risposta così infamante. E non possiamo tollerarla.
Per questo quereliamo Vendola. Per ricordargli che quelli che lui ritiene «cecchini e killer politici» in democrazia si chiamano ancora giornalisti.
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it