Perché gli uomini non sono girasoli

«Per i girasoli è semplice. Loro sanno quello di cui hanno bisogno, ciò che li rende felici è il sole e quindi lo seguono per tutto l'arco del cielo. Per gli uomini non è così. È difficile. Non riescono a capire ciò di cui hanno bisogno, ciò che li renderebbe felici, e perciò fuggono dalla felicità o cercano il dolore. Fanno tutto al contrario. Come i pugili che, per assestare un colpo vincente, a volte devono arretrare oppure, altre volte, invece di allontanarsi dal guantone avversario, gli vanno incontro». È questa, anzi è anche questa «La differenza fra gli uomini e i girasoli», l’opera prima di Simone Repetto, genovese ventottenne, che di mestiere non fa lo scrittore, ma l’attore. E che pure si è cimentato con la macchina da scrivere dopo aver lavorato in teatro in opere dirette da Gigi Proietti, Gianluca Guidi, Riccardo Pradella, e dopo aver anche trovato parti per la tv, ad esempio in «Piloti» con Enrico Bertolino e Max Tortora, «Cameracafè» con Paolo e Luca, «Love Bugs» con Fabio de Luigi e Michelle Hunziker, Zelig Lab.
«La differenza fra gli uomini e i girasoli» è una storia scritta per un’editrice ravennate, la Discanti, e racconta di Leonardo Bizzarri in arte Pepe, cantautore genovese che ama la buona tavola e i postriboli, odia il mondo dello showbiz e pratica ostinatamente la libertà di pensiero. Fino a quando una ragazza sfiorata a Trieste non diventa il suo sogno: l'incarnazione di un personaggio «incontrato» per caso dentro a un libro di Amado. Una storia avvincente e fantasiosa, piena di situazioni comuni trasfigurate da una teatralità arguta, popolata di personaggi buffi e grotteschi

Simone Repetto, «La differenza fra gli uomini e i girasoli», Discanti Editore, 256 pagg, 15 euro