perde i pezzi

La campagna elettorale amministrativa non è ancora entrata nel vivo e per il candidato del Pd - che qualche settimana fa sembrava dover fare una passeggiata - la strada per il Campidoglio si fa sempre più irta di ostacoli e soprattutto in salita. I sondaggi periodici dimostrano questo trend senza possibilità di equivoci. L’ultimo, di ieri, dà Rutelli al 46,5 per cento, Alemanno al 32 e Storace al 10,5 (Crespi ricerche). Ma Rutelli (che come ministro ha anticipato di due mesi per fini elettorali la Settimana della cultura) ora deve vedersela con la confusione che regna all’interno dello schieramento che dovrebbe sostenerlo. Già, perché ormai siamo arrivati non solo alle defezioni dichiarate, ma anche alle accuse reciproche tra alleati e addirittura alle minacce. «Qualcuno pagherà» ha ammonito ieri il coordinatore romano del Pd Riccardo Milana, riferendosi alle polemiche della Sinistra arcobaleno su Arcivieri e Carletti, un altro candidato con simpatie (secondo le accuse degli uomini di Bertinotti) dichiaratamente di destra. «Nei Municipi deve essere garantita la tenuta democratica», aveva tuonato Roberto Giulioli. E la risposta di Milana non si era fatta attendere: «Cerchi nella sua giungla i connotati democratici», aveva detto alludendo alla candidatura di «Andrea Alzetta, soprannominato Tarzan, candidato al Comune» e militante di Action.
Quanto alle divisioni, è sufficiente ricordare la significativa assenza di Patrizia Sentinelli (Prc) candidata vicesindaco, alla presentazione del programma elettorale del candidato sindaco Rutelli. Assenza (o monito?) che ha solo di poco anticipato una serie di defezioni dichiarate. Prima Vladimir Luxuria, quindi il senatore Giampaolo Silvestri, responsabile nazionale diritti civili dei verdi, che ha dichiarato la sua intenzione di votare per Franco Grillini con il voto disgiunto. «Si tratta - ha sottolineato lo stesso Grillini - di una importante e autorevole presa di posizione che manifesta il disagio profondo esistente tra gli ambientalisti e la Sinistra romana per l’incomprensibile alleanza al primo turno con il candidato del Pd Francesco Rutelli, esponente dell’ala più clericale del Pd stesso», per giunta «nel momento in cui a tutti è evidente che Rutelli non vincerà al primo turno».
Insomma, ogni giorno che passa, l’ex sindaco Rutelli perde terreno nei sondaggi e comincia a perdere i pezzi, a dimostrazione che la riproposizione a livello locale della stessa alleanza che ha portato alla inevitabile caduta del governo Prodi non può portare a nulla di positivo. E il candidato del Pdl Alemanno acquista fiducia: «Il ballottaggio è sempre più vicino. Pur in un quadro di ampia frammentazione del voto e in presenza di un’alta percentuale di indecisi, diventa sempre più certo il secondo turno, anche se tutto si deciderà negli ultimi giorni di campagna elettorale».