Perde il lavoro e massacra di botte gli anziani genitori: in manette

Perde il lavoro, massacra di botte i genitori: arrestato. In fin di vita il padre, ricoverata in ospedale la madre. Tentato omicidio, lesioni gravissime, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale le accuse. Una storia assurda quella accaduta nel pieno centro di Bracciano l’altra notte. Vittime due anziani, una coppia di ultrasettantenni presa a calci e pugni dal figlio, E.I., romano di 36 anni. Inspiegabili, sulle prime, i motivi della discussione degenerata in follia, probabilmente legati alle condizioni economiche della famiglia. Incensurato, impiegato con un contratto a termine all’aeroporto di Fiumicino, da qualche mese l’uomo è disoccupato.
Una situazione pesante da condividere con i familiari anche se, a detta dei vicini, non c’erano mai stati litigi. Giovedì notte, invece il dramma. Sono passate le 2 del mattino quando i carabinieri del nucleo radiomobile, allertati da numerose telefonate giunte al 112, arrivano sul posto, un condominio su una traversa di via Principe di Napoli.
Le urla dei poveretti si sentono dalla strada, i militari in pochi secondi arrivano sul pianerottolo dell’abitazione cercando, inutilmente, di farsi aprire. Un secondo dopo sfondano la porta e si ritrovano nel mezzo di una scena agghiacciante. Il giovane infuriato, si accanisce senza pietà sui genitori. «Alla vista dei carabinieri - spiega il capitano Emanuele De Ciuceis, comandante della compagnia di Bracciano - si lancia persino contro di loro. Per immobilizzarlo hanno dovuto ingaggiare una lotta violentissima, che li ha spediti entrambi in ospedale. Il primo con una prognosi di un mese, l’altro di dieci giorni». Dopo averlo ammanettato i carabinieri chiedono aiuto al 118 per avere subito un’ambulanza. Ricoverati sulle prime nel vicino ospedale Padre Pio, per l’ultra 70enne è stato necessario il trasferimento nel reparto terapia intensiva del San Filippo Neri, a Roma. Sulle sue condizioni i medici non si sbilanciano. «Considerati i traumi subìti e l’età del paziente - spiegano -, per il momento non siamo in grado di sciogliere la prognosi». Da stabilire con precisione la «molla» che ha scatenato il pestaggio a sangue degli anziani. Dalle ferite refertate, tutt’altro che superficiali, non è escluso che per picchiarli il 36enne abbia usato degli oggetti contundenti.
Dopo un primo interrogatorio in caserma l'uomo è finito nel carcere di Borgata Aurelia, a Civitavecchia.