«Un perdente, traditore animato soltanto dalla voglia di poltrone»

L’ultimo colloquio tra Marco Verzaschi e il coordinatore regionale di Fi Beatrice Lorenzin si è consumato giovedì scorso. Tre ore di camera caritatis non sono servite a far cambiare idea al consigliere. Si sono lasciati con la promessa che si sarebbero risentiti. Poi invece, Verzaschi ieri ha deciso ed è passato all’Udeur. La delusione «sul piano umano» traspare senza veli sul volto della Lorenzin. «Marco era un amico, siamo cresciuti insieme in questi anni e abbiamo fatto molte battaglie». Poi aggiunge: «Speravo che Verzaschi rilanciasse con me la città e la politica sul territorio. La sua scelta non ha una giustificazione valida». La neo coordinatrice non perdona il gesto e non attende per definirlo «un traditore». Sul piano politico dice di essere «disgustata», da questo cambio di casacca, e definisce il documento che conterrebbe le ragioni del voltafaccia «privo di contenuto e dal linguaggio Mastelliano». Ma il «dato grave - aggiunge la Lorenzin - è che Verzaschi ha un mandato da rispettare con i suoi elettori. E ora fa alleanza proprio con chi lo demonizzava durante il suo mandato da assessore». Un forte turbamento arriva anche dal ministro della Salute Francesco Storace che durante l’ultima campagna elettorale appoggiò a quattro mani la candidatura di Verzaschi definendolo dal palco del Palazzo dei Congressi «un amico, prima ancora che un bravo e leale politico». «Che un pezzo da novanta del partito di Berlusconi a Roma - esordisce Storace da Milano - decida di andare all’Udeur è una notizia che addolora, che però non mi fa comunque credere che se ci fosse stato il partito unico Verzaschi sarebbe rimasto». L’ex governatore ritiene non veritiero il teorema di Casini che dice: «Se il centrodestra non cambia perde. Il problema sono le politiche, i contenuti, non i contenitori».
La notizia diffusa nella giornata di ieri ha scatenato una serie di reazioni a catena anche tra i suoi ex colleghi di partito. In primis quella del consigliere Antonello Iannarilli che ha catalogato l’abbandono di Verzaschi come «grave e sconsiderato», dimostrando in questo modo di non «saper gestire una sconfitta elettorale che lui stesso ha contribuito a provocare. La scelta di Verzaschi è nata solo dalla sete di potere». La conferenza stampa dell’ex assessore alla Salute per il coordinatore romano di FI Giampaolo Sodano è servita a chiarire «quali sono le cause per le quali ha deciso di lasciare Forza Italia». Le mancate risposte ai cittadini e la situazione all’interno del partito «sono tutti difetti - commenta Sodano - che però non sono stati evidenziati prima». Stoccatina anche dal capogruppo di Fi al Campidoglio Lovari: «Dalle dichiarazioni di Verzaschi non si evince alcuna ragione politica che giustifichi questo passaggio, le ragioni sono poco comprensibili».