Perdite da 250 milioni di euro E il pallone rischia il «rosso»

Marcello Zacché

da Milano

Per la serie A sono 250 milioni di euro. Per la Juventus si va da un minimo di 50 a un massimo di 100 milioni. Per il Milan si parte dai 30 milioni. Poi ci sono Fiorentina e Lazio, che in termini relativi rischiano molto di più. Sono questi i primi sommari numeri di quanto costerà al mondo del calcio la sentenza della Caf, emessa venerdì sera con la retrocessione di Juve, Fiorentina e Lazio in serie B, e con la penalizzazione del Milan in A. Sommari perché, in attesa della sentenza d’appello, non sono ancora chiari i termini nei quali i club coinvolti dovranno rinegoziare i loro impegni contrattuali. In ogni caso, per fare i conti, bisogna tenere in considerazione almeno cinque variabili: i diritti televisivi della serie A, la «mutualità» tra club, la Champions League (diritti tv e premi distribuiti alle squadre partecipanti), gli incassi al botteghino e infine gli sponsor.
Per quanto riguarda il valore della serie A, il calcolo è semplice e riguarda i ricavi (sulla base di valori 2005): la somma dei fatturati delle 20 società della massima serie vale 1.350 milioni. La sentenza sottrae quelli di Juve (230) Fiorentina (45) e Lazio (75): fa 350 milioni, compensati da quelli delle ripescate (Messina, Treviso e Lecce), che valgono circa 100 milioni. Quindi il valore complessivo scende da 1.350 a 1.100. Ma tutti i club saranno più poveri: il meccanismo della mutualità prevede infatti che alle squadre che giocano in trasferta spetti il 19 per cento del giro d’affari (diritti e incassi) generato dall’incontro. In un campionato senza Juve, Fiorentina e Lazio questa forma di entrata sarà pesantemente ridimensionata.
Venendo ai singoli club, la Juve dovrà rinunciare ai diritti tv sulla Champions, agli incassi record - quelli nell’ordine dei 2 milioni di euro l’uno di alcune partite che in B non ci sono (si pensi alle sfide con Milan e Inter, e a quelle europee) - e agli introiti societari per la Champions (chi partecipa incassa un «gettone» che parte da 5 milioni e può crescere fino a 30 se si arriva in finale). Poi ci sono il venire meno dei diritti tv per le sintesi del 90esimo. Tutto ciò è stimato come minimo nell’ordine dei 50 milioni. Senza calcolare la possibile rinegoziazione dei diritti tv per la serie A (il contratto con Sky e Mediaset per pay-tv e digitale vale 218 milioni per il biennio 2007-2009) e con gli sponsor (contratti pluriennali da 40 milioni l’anno sono aperti con Tamoil e Nike, entrambi soggetti a clausole in caso di retrocessione). Per questo il danno per la società bianconera potrebbe superare i 100 milioni.
Il Milan, per il solo dover rinunciare alla Champions League e per i minori incassi di una serie A «meno interessante», potrebbe veder ridotto il suo fatturato (236 milioni nel 2005) di una trentina di milioni. Drammatica, poi, la situazione per Fiorentina e Lazio: una decurtazione del 25-50% dei propri ricavi (analoga a quella della Juve) rischia di mandare a rotoli bilanci che, dal punto di vista del controllo societario, sono meno solidi di quelli di Milan e Juve: per tutte le società coinvolte sarà necessaria un’imponente ricapitalizzazione. Infatti la forte riduzione dei ricavi rende difficile la generazione di cassa necessaria per far fronte agli ammortamenti pluriennali che tutte le società calcistiche hanno in bilancio per sostenere il costo dei calciatori acquistati a prezzi folli nel boom degli anni a cavallo del secolo. E se, forse, Della Valle se lo potrà permettere, la situazione del patron della Lazio, Lotito, è quella che sembra più a rischio.
E poi c’è l’Inter. Che, a ben guardare, dovrà pagare anch’essa un po’ della nuova bolletta: la mancata trasferta di Torino e Firenze, unita al venire meno di Inter-Juve (che vale da sola 2-2,5 milioni), potrebbe costare anche alla squadra di Moratti qualche milione di euro imprevisto.