«Perdo 30mila euro ogni giorno»

A scoraggiare i visitatori è soprattutto la paura di contrarre malattie

da Napoli

«Nell'arco di un quinquennio, dal 2002 al 2007, abbiamo perso la bellezza di cinquemila camere. Mi spiego: rispetto a 6 anni fa, l'anno scorso, abbiamo venduto cinquemila camere in meno. Per questo motivo, siamo stati costretti a portare le stelle del nostro albergo, da 5 a 4». È comprensibilmente amareggiato, Antonio Melchiorre, general manager del «Grand Hotel Santa Lucia», uno dei più prestigiosi del lungomare e quindi di Napoli. Il declassamento, necessario per salvare il posto a 60 lavoratori, è stato provocato dal dramma dei rifiuti e, quindi, dalla successiva fuga dei turisti da Napoli. La perdita di una stella, non servirà a riempire di nuovo l'albergo di visitatori ma «potremo ottenere maggiori convenzioni - spiega Melchiorre - Con la Federfarma, ad esempio, che svolge i suoi congressi negli alberghi a 4 stelle, certo che, per noi albergatori l’emergenza rifiuti è stata il colpo di grazia».
I giornali napoletani, nei giorni scorsi hanno riportato le grida di allarme anche di un altro manager alberghiero, l'avvocato Sergio Maione, amministratore del «Grande albergo Vesuvio» e dell'«Excelsior». Anche al Vesuvio sul lungomare di Napoli, si respira aria di crisi. Qui, dove alloggia durante le sue visite a Napoli, l'ex premier Berlusconi e dove alloggiò nei giorni del G7 di Napoli, l'allora presidente Usa, Bill Clinton, si perdono 30mila euro al giorno, perché le camere restano vuote. «Durante l'ultimo weekend, al Vesuvio hanno dormito solo 18 persone - dice Maione -. Tutto ciò è molto triste ma Napoli oggi è la città della munnezza. Qualcuno dovrà fare una riflessione su questo disastro mediatico andato in scena». Riguardo al futuro, si dice sfiduciato l'avvocato Maione. «Ci chiedono due o tre prenotazioni al giorno ma prima, i numeri erano bel altri, mediamente, 70, 80 al giorno. In queste condizioni difficilmente usciremo dalla crisi. Non è una questione di tariffe: a scoraggiare i turisti è la paura di contrarre malattie. Leggono i titoli dei giornali e i servizi in tv, che parlano di aumenti di tumori polmonari».\