Le peregrinazioni nelle Murge e le riflessioni su Matisse e Klee

I giardini botanici del Portogallo, il giro delle moschee del Cairo, il deserto siriano, le impressioni dell’acropoli ateniese, la casa di Lenin ma anche le isole della Sicilia e le peregrinazioni nelle Murge. Il volume pubblicato dalla Bompiani raccoglie tutti gli scritti di Cesare Brandi, poliedrica figura di storico, critico d’arte, divulgatore e viaggiatore instancabile. Ma insieme ai diari di viaggio il libro presenta anche saggi e scritti letterari di Brandi, come un «Ritratto di Morandi», o le riflessioni su Paul Klee, Matisse, Henry Moore e altri. Ma ovunque, che si tratti di saggi o racconti di viaggio, emerge forte la vena di scrittore di Brandi. Con uno stile molto originale, la «specialissima lingua - scrive nella prefazione Franco Marcoaldi - assieme colta e divertita, sontuosa e scabra, ferma e spavalda. Come se la realtà che gli si squaderna davanti agli occhi nella sua incessante metamorfosi, nella sua tumultuosa e contraddittoria vitalità, regalandogli continui soprassalti di gioia adolescenziale, un vibrante rimescolio dei sensi o il doloroso disvelamento delle proprie falle esistenziali, lo cogliesse sempre di sorpresa, con la guardia abbassata: un attimo prima che egli abbia potuto indossare gli abituali panni professionali». Ovvero quelli di professore universitario e direttore dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro. Il volume è arricchito da saggi di esperti e da una antologia critica che ripropone scritti sul Brandi viaggiatore, firmati da giornalisti e scrittori del calibro di Dino Buzzati, Emilio Cecchi, Alberto Arbasino, Geno Pampaloni. Scriveva Arbasino nel ’73 a proposito di un viaggio in Giappone di Brandi: «Da quelle isole spaventose riesce a portare a casa estasi profonde e decompressioni esemplari, sempre risolvendo in impeccabile “segno” una dolce violenza intellettuale».