Peres eletto presidente Israele sceglie un simbolo

Shimon Peres, 83 anni, è il nono presidente di Israele. La Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico, lo ha eletto ieri concedendogli una vittoria a fine carriera politica che sfata la sua fama di eterno sconfitto in patria amato all’estero. Prima falco e poi pacifista, a tal punto da meritarsi il premio Nobel, il nuovo capo dello Stato è il più anziano politico israeliano ancora in carica.
Ieri a mezzogiorno sono iniziate le votazioni alla Knesset, ma al primo turno Peres non è stato eletto per tre voti, fermandosi a 58. Il suo rivale più agguerrito, Reuven Rivlin del Likud, ha ottenuto 37 voti, la laburista Colette Avital, 21. Subito dopo il primo scrutinio la candidata del centro sinistra ha abbandonato la corsa. Secondo le previsioni la sfida sarebbe stata serrata fra Peres e Rivlin, ma prima del secondo scrutinio quest’ultimo ha ritirato la sua candidatura spianando la strada al rivale. Peres è stato eletto presidente poco dopo le 15 con 86 voti dei 120 parlamentari della Knesset e prenderà il posto dello screditato Moshe Katsav accusato di violenza sessuale. L’ironia della sorte vuole che Peres sia stato sconfitto nel 2000 nell’elezione a presidente dello Stato ebraico dall’allora semisconosciuto Katsav. Il giuramento avverrà il 15 luglio.
«Il ruolo di presidente non è per la politica e la partigianeria, ma rappresenta ciò che ci unisce in una voce forte - è stato il primo commento di Peres dopo il voto -. Sono stato alla Knesset per 48 anni e neanche per un attimo ho perso la fede e la speranza per Israele. Il neo presidente ha quindi ringraziato la sua famiglia e in particolare la moglie Sonia, «veramente una donna rara».
Di origini polacche, il nono presidente israeliano emigrò in Palestina quando aveva 11 anni e aderì all’Haganah, l’organizzazione paramilitare ebraica. Pupillo di David Ben Gurion, fondatore di Israele, Peres fu tre volte premier, ministro degli Esteri e vicepremier nel governo Sharon del 2005 e nell'attuale esecutivo di Ehud Olmert. Ogni volta che andò al potere, poi venne sconfitto nelle elezioni seguenti, come nel 1996. Diventato primo ministro dopo l’assassinio di Yitzhak Rabin, perse con l’avversario Benyamin Netanyahu del Likud.
Come ministro della Difesa negli anni Cinquanta garantì ad Israele il programma nucleare grazie all’aiuto della Francia. Da falco diventò colomba con il trattato di pace con l’Egitto e nel 1992, come ministro degli Esteri del governo Rabin, fu artefice degli accordi di Oslo tra gli israeliani e i palestinesi. Assieme a Rabin e a Yasser Arafat fu insignito del Nobel per la pace. Nel 2005, dopo la sconfitta alle primarie del partito laburista, aderì a Kadima, il nuovo partito centrista fondato da Ariel Sharon.
Ieri mattina l’ex generale ed ex premier israeliano Ehud Barak ha frattanto vinto le primarie del partito laburista, il vecchio partito di Peres. «Investirò tutta la mia energia e il mio sapere nel rafforzamento dell'establishment della difesa e delle Forze di difesa, per ridare a Israele il potere della deterrenza» ha dichiarato Barak ai suoi sostenitori. Secondo la stampa israeliana è probabile che il primo ministro Ehud Olmert nomini Barak alla Difesa, al posto dell'ex leader laburista Amir Peretz caduto in disgrazia con la guerra in Libano dello scorso anno.