Pergamene, vetrate e statue portano da Rennes al Savonese

«Qui non si viene per caso perché questo è un luogo magico». Così le guide presentano Rennes Le Chateau dell'abate Berengére Saunière. E Giorgio Baietti, zaino in spalla e vent'anni di ricerche, la sta scontando questa magnifica ossessione che gratta nei dettagli nuovi e assomma in un gigantesco rompicapo. Nel suo ultimo libro «Lo specchio inverso» la cronaca documentata del mistero che esce da Rennes, ammorba i paesini intorno, e prende corpo in quel di Altare, senza, per il momento, spiegazioni logiche. Il libro, un'assoluta novità con notizie del tutto inedite, è l'unico in italiano esposto al Museo di Rennes. Baietti concentra le sue ricerche nei dintorni. Le pergamene, Berengére Saunière, il grande segreto che potrebbe svelare la discendenza di Gesù o la tomba stessa di Gesù, si dilatano in simboli, piste cifrate e mappe di tesori.
Baietti arriva a Brenac, 20 chilometri da Rennes, poche anime e una chiesa ricchissima di particolari interessanti, formule alchemiche e cabala numerica. Scopre che il 17 gennaio il sole, illuminando le vetrate, proietta un albero di mele blu: «Lo hanno fotografato i miei collaboratori Gianclaudio Aranzulla e Carlo Stagliani». Lo stesso fenomeno che si verifica a Rennes ogni 17 gennaio e che si manifestava a Saint Sulpice di Parigi fino al 1891, anno in cui l'abate Berengére Saunière si sarebbe trasferito lì per tradurre le pergamene trovate a Rennes. Nonostante le vetrate riproducano motivi differenti e siano state realizzate in epoche diverse. «Il termine pommes bleu, emblema legato ai Merovingi, gergalmente traduce anche l'uva e tralci d'uva si trovano attorno alle colonne della chiesa di Coustaussa, sempre vicino a Rennes, il cui parroco Antoine Gelis fu assassinato nel 1897 e negli armadi della canonica furono scoperti centinaia di migliaia di franchi». Tornando a Brenac, anche qui il San Rocco con la ferita sulla gamba destra e la Via Crucis in senso antiorario. Nel coro ci sono i quattro evangelisti, ma Giovanni è dipinto con volto e sembianze di donna. In alto, le Tavole della Legge, «con una numerazione strana: l'ottavo comandamento è siglato con IV, il nono con XVI e il decimo con VV. Altra stranezza le frequenti e anomale visite che un vescovo oltre un secolo fa faceva in queste piccole chiese». Altro particolare: «Nella chiesa di Notre Dame de Marceille, a Limoux, c'è una Madonna Nera che qualcuno l'ottobre scorso ha decapitato. Era adorata da importanti personaggi, tra cui il poeta Andrea Chenier. Pare che una donna bellissima l'abbia sottratta durante la Rivoluzione francese, poi è ricomparsa. Il vescovo Billard, protettore di Saunière, acquistò i terreni attorno alla chiesa. Forse il grande tesoro di Rennes è qui». Poi lo strano legame dei tre Nicolas, Fouquet (sovrintendente alle Finanze d Luigi XIV), Pavillon (vescovo di Alet De Bains) e Poussin (pittore) e «la tomba d'una marchesa, morta nel Settecento e che riporta incisi strani simboli e la scritta “Et in Arcadia Ego” che compare anche su un dipinto di Poussin. Il quadro rappresenta un punto fondamentale della vicenda, un tassello per raggiungere un tesoro immenso, sepolto da mille anni di storia e leggenda. Di questo ne era a conoscenza perfino Luigi XIV, il Re Sole, che farà di tutto per venire in possesso del dipinto misterioso e, una volta acquistato, lo custodirà gelosamente nella sua stanza da letto. Uscirà da Versailles solo dopo la Rivoluzione; oggi è al Louvre». I tre Nicolas, legati alla Compagnia del Santo Sacramento, ruotano attorno a Notre Dame De Alet Le Bains, chiesa grandissima, più volte distrutta, con le finestre a forma di stella di David. Perché? «Vicino c'è una casa con simboli alchemici sugli architravi e pare fosse appartenuta a Nostradamus. Si parla di forte presenza ebraica». Strane analogie tornano nella chiesa di Notre Dame Des Cross.
«L'eremita Chiron, che viveva vicino a Rennes, va a morire a Notre Dame De Cross: qui seppelliscono solo il suo avambraccio e sopra ci sistemano la statua della Vergine con il Bambino proveniente da Savona (o Altare?). Strano, no?» Berengére Saunière visse per anni in un lusso sfrenato e strinse amicizie con personaggi celebri, come l'arciduca Giovanni Salvatore d'Asburgo, cugino dell'imperatore d'Austria che, addirittura, partì da Vienna per fargli visita. Un mistero fitto che corre carsico: Rennes, Brennac, Altare, e dove ancora? Baietti, chiaro, allusivo e intrigante, ti conduce nella ragnatela dei segni documentati. E non a caso l'intervista a Baietti su Novella 2000 di qualche settimana fa porta la firma della principessa Maria Beatrice di Savoia. Il suo è un viaggio dove ti guadagni una finestra sul labirinto e dove tutte le immagini sono al contrario. La conclusione? «C'è qualcosa di talmente grande da far paura».
«Lo specchio inverso» di Giorgio Baietti, L'Età dell'Acquario Edizioni, 252 pagine, 18 euro.