«Un pericolo serio: rispettiamo le regole»

Fabrizio Pregliasco, da virologo cosa pensa di quel che succede in Cina?
«C’è un’abitudine sbagliata all’uso degli antibiotici e così si creano resistenze. Basti pensare che il 75% dei casi di influenza viene curato con antibiotico».
E non va bene?
«No, perché contro il virus l’antibiotico non serve, ma provoca resistenze al virus che diventa sempre più forte».
Ma esiste anche da noi il pericolo?
«Certo. Il problema è planetario, solo che in Cina il discorso fa più paura per i grandi numeri della popolazione».
E in Italia?
«Nel nostro Paese, per esempio, la tubercolosi è in crescita. Anche per i batteri dello stafilococco e dello streptococco pneumoide, agenti della polmonite, si sono verificate delle resistenze. E il ceppo xdr è resistente anche all’antibiotico più potente come la vancomicina».
Cosa si deve fare allora per arginare l’avanzata dei batteri micidiali?
«Intanto avvertire la gente su come usare in modo corretto l’antibiotico. Nella Ue si usa in modo errato nel 29% dei casi. Ma ci sono regole molto severe».
Quali?
«Prima di assumere l’antibiotico va fatto un antibiogramma per capire se si è in presenza di un batterio. Poi va usato con la frequenza corretta e nelle dosi giuste».
Invece quando la gente sta meglio si dimentica il farmaco nel cassetto.
«Ed è un errore gravissimo perché così si facilitano le resistenze dei batteri, come in Cina dove infarciscono anche pollame e bovini di antibiotici per evitare di farli ammalare e non farli dimagrire».