Pericolosa deriva intimidatoria per imbavagliare la

Il Cdr ha appreso con stupore e preoccupazione della perquisizione al Giornale per un presunto dossieraggio ai danni della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La decisione della magistratura di sequestrare i computer e di perquisire le sedi del Giornale e le abitazioni del direttore responsabile Alessandro Sallusti e del vicedirettore Nicola Porro rappresenta un violento attacco alla libertà e all’indipendenza del Giornale e dei suoi giornalisti.
Siamo di fronte a una pericolosa deriva intimidatoria nei confronti dell’intera redazione del Giornale e della libertà di stampa, in un clima politico reso incandescente non già dalle coraggiose inchieste di cui il Giornale è stato protagonista negli ultimi mesi, basate su documenti e testimonianze inoppugnabili, ma dal fango e dalle accuse di dossieraggio di cui questa testata è stata vittima solo perché ha osato indagare su una vicenda che riguarda il presidente della Camera
Le accuse mosse dalla magistratura di Napoli, partite dall'intercettazione di due giornalisti totalmente estranei all'inchiesta che vede coinvolto il gruppo Marcegaglia, sono quindi inaccettabili non solo nel merito ma anche nei modi con cui hanno avuto luogo. Dispiace poi dover registrare la reazione di colleghi, evidentemente al servizio di altri interessi, che sono tornati ad attaccare il Giornale senza nemmeno preoccuparsi di approfondire che cosa stesse accadendo. Prendiamo atto della solidarietà espressa dall’Ordine dei giornalisti e dalle organizzazioni sindacali che hanno parlato di «intralcio e censura in un momento così delicato per il mondo dell’informazione». Il Giornale, in ogni caso, non si è mai fatto né si farà mai dettare la propria linea editoriale dalla Procura.