PERICU BOCCIATO

Il ministro Pisanu: «Devono passare 10 anni» E avverte il sindaco: «Rispetti la legge, sulla questione decide il prefetto»

(...) persona scomparsa possa essere dedicato «un monumento, una lapide o altro ricordo permanente situato in luogo pubblico o aperto al pubblico». E le istituzioni, fa notare fra le righe il ministro, sono tenute a rispettare le normative, prima di tutto.
Il sindaco di Genova Giuseppe Pericu, il cui consiglio comunale ha approvato la deliberazione a favore della targa alla memoria, è avvisato: «L’iniziativa del Consiglio Comunale ricade in una materia puntualmente disciplinata da consolidate disposizioni normative» avverte Pisanu. Un deja vu, che par di tornare alla questione del voto agli immigrati, il sì del sindaco e dell’aula rossa di Tursi, il no del Governo perché la legge e la Costituzione parlano fin troppo chiaro.
Di più, Pericu ricordi che sul cippo deciderà il prefetto di Genova, anche lì in base alla legge. E lui, il prefetto Giuseppe Romano, ha già chiarito che la sola deroga possibile è prevista per chi abbia dato lustro alla patria, e in prefettura sono in molti a dubitare che il discorso si possa applicare al giovane rimasto ucciso in piazza Alimonda durante gli scontri del G8.
Alla Camera, la questione è stata sollevata da An, con l’intero gruppo dei deputati che ha presentato un’interrogazione sulla decisione del consiglio comunale di Genova di accogliere la richiesta dei genitori di Carlo Giuliani per la collocazione, a loro spese, di un cippo commemorativo recante la scritta «Carlo Giuliani, ragazzo, 20 luglio 2001».
Il ministro, nel corso del question time, innanzi tutto ha riassunto i termini della questione: «Appresa la notizia della deliberazione consiliare, il prefetto di Genova, con nota del 2 agosto ha subito richiamato l’attenzione del sindaco sulla circostanza che l’iniziativa del consiglio comunale ricade in una materia puntualmente disciplinata da consolidate disposizioni normative. Infatti, una legge del 1927, la numero 1188, stabilisce che devono trascorrere dieci anni prima che a una persona scomparsa possa essere dedicato un monumento, una lapide o altro ricordo permanente situato in luogo pubblico o aperto al pubblico. La stessa legge prevede poi che l’autorizzazione deve essere concessa dal Prefetto, sentita la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio». Poi ha lanciato il suo avvertimento a Pericu: «Il Sindaco di Genova ha risposto con una lettera del successivo 25 agosto, nella quale, dopo aver comunicato che l’ordine del giorno è stato inviato alla commissione Toponomastica per il parere di competenza, manifesta la volontà di procedere, cito testualmente, “con l’ovvio rispetto delle norme e delle procedure previste dalle leggi dello Stato”. Personalmente non ho motivo di dubitare che così avverrà e, in ogni caso, assicuro, per quel che mi compete, che il prefetto di Genova continuerà a esercitare coerentemente i suoi poteri».
Ieri in aula è stato il primo firmatario, il parlamentare ligure Giorgio Bornacin, a illustrare l’interrogazione. Lui, un ufficio genovese a 200 metri da piazza Alimonda, fa notare ai colleghi come ancora adesso, e son passati quattro anni, la gente lo fermi per strada, poi chiede «se sia tollerabile» la decisione assunta dal consiglio comunale il 26 luglio scorso.
Se Pisanu risponde con tono pacato, il testo dell’interrogazione di An non risparmia le tinte forti. Ricorda che «la città divenne teatro di vera e propria guerriglia urbana indiscriminata da parte di un gran numero di manifestanti violenti», sottolinea che «uno degli episodi più eclatanti di quelle giornate fu proprio l’assalto agli occupanti di un fuoristrada dei carabinieri, che, dopo essere stati isolati e bloccati all’interno del mezzo contro un edificio, furono ripetutamente presi a sprangate e sassate». Poi motiva il proprio no al cippo: «Carlo Giuliani, che si trovava tra gli assalitori violenti con il volto coperto da un passamontagna e armato di un estintore che brandiva contro l’automezzo nel tentativo di farvi breccia, fu colpito a morte da un colpo di pistola esploso dall’interno della camionetta; sebbene nella tragicità della sua morte e nell’umano cordoglio, Carlo Giuliani non può rappresentare un’icona positiva da ricordare, addirittura con un cippo alla memoria». Per la ratifica dell’ordine del giorno, presentato da massimiliano Morettini dei Ds e approvato da Tursi con 23 voti favorevoli e 20 contrari, servirà una delibera comunale che sancisca tempi e modalità della posa in opera della lapide. Se così fosse, secondo An «si potrebbero ravvisare gli estremi dell’apologia di reato». Pisanu dice che no, servono dieci anni e comunque sarà il prefetto a dover seguire l’iter.
Bornacin ha ringraziato il ministro, si è detto certo che «che l’opinione pubblica sia contraria ad una cosa di questo genere», quindi ha aggiunto che «conoscendo il prefetto di Genova, non ho motivo di dubitare che eserciterà i sui poteri». ma sceglie un’amara chiusa: «Vuol dire che avvieremmo le procedure, anche se sono trascorsi più di dieci anni, per porre cippi commemorativi a Ugo Venturini e ai fratelli Mattei, che non sono riusciti nemmeno a vedere in galera i loro assassini».