«Pericu si unisca a Cofferati nella crociata anti lavavetri»

Per una volta che è d’accordo con Cofferati, Plinio si trova di fronte il «solito» Pericu. Stavolta il sindaco di sinistra l’ha fatta giusta, a detta del capogruppo di an in Regione. La storia dei lavavetri è davvero insopportabile e, abbandonando il cliché del sindacalista difensore degli «ultimi», il primo cittadino di Bologna, Sergio Cofferati, ha deciso di prendere una di quelle decisioni che magari sono un po’ poco di sinistra, ma che sono anche quelle che chiedono i cittadini. Dando incarico alla polizia municipale di intervenire nei confronti dei lavavetri ai semafori, ha sollevato un caso in tutta Italia, ma si è guadagnato, almeno sull’argomento, la stima della stragrande maggioranza dei suoi concittadini, anche e soprattutto quelli che sono di sinistra ma che se sono fermi al rosso, tirano su il finestrino se un clandestino si offre con insistenza di pulire il lunotto.
La scelta di Cofferati è forte ma stavolta condivisa anche da Gianni Plinio. Che si rivolge immediatamente al collega genovese dell’ex leader cigiellino. «Chiedo a Pericu di dare disposizioni alla polizia municipale - attacca Plinio - per contrastare la presenza di lavavetri nelle strade cittadine che provocano grave intralcio alla circolazione e, talora, si rendono responsabili di minacce, intimidazioni, quando non addirittura di aggressioni nei confronti di chi rifiuta i loro non richiesti servizi». Il capogruppo di An invita il sindaco di Genova a fare un giro in centro per rendersi conto della gravità della situazione. E chiede una direttiva precisa per la polizia municipale perché «non è consentibile che i vigili urbani si limitino ad assistere indifferenti» all’azione dei lavavetri, dietro i quali, come è ormai stato appurato, esiste un racket che sfrutta la manovalanza dei disperati. A Genova, proprio come a Bologna. Nella città di Pericu come in quella di Cofferati. La differenza sta nella «reazione» del Comune.