Periferie allagate, danni e disagi Ma il Tevere risparmia Roma

Roma«La situazione è sotto controllo, non c’è alcun rischio per i cittadini della Capitale». Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, tira un sospiro di sollievo dopo aver visitato di persona Ponte Milvio, i cui archi sono ormai sommersi dalle acque del Tevere. È già buio, l’onda di piena è attesa solo qualche ora più tardi, lo scenario è impressionante, ma il parere degli esperti della Protezione civile è rassicurante. Le uniche inondazioni si sono verificate a monte e a valle della capitale, dove il Tevere scorre libero dagli argini e il suo affluente, l’Aniene, è straripato in più punti prima di sfociare nel Tevere nei pressi della via Salaria. Chiuse per ore via Tiburtina e via Nomentana, disagi nell’hinterland per gli allagamenti, danni nelle campagne con migliaia di aziende agricole rimaste sott’acqua.
Anche in città il fiume per tutto il giorno scorre gonfio in maniera impressionante, sradica anche due barconi e li incaglia sotto gli archi di Ponte Sant’Angelo. Ma il livello dell’acqua, raggiunta la massima altezza nella notte, dovrebbe calare nella giornata di oggi, anche se per domani c’è di nuovo il rischio pioggia. Situazione «sotto controllo» anche al Fatebenefratelli, l’ospedale sull’Isola Tiberina, sfiorato dall’acqua che lo circonda ma ancora due metri sopra il fiume. Lo stato di calamità è servito insomma a «permettere» ai romani di restare a casa, evitando di prendere l’auto col rischio di trovarsi bloccati dai tanti allagamenti che hanno colpito soprattutto le vie consolari.
Così alle otto di sera Roma, che dal 28 ottobre a oggi è stata investita dall’acqua che in media cade dal cielo in un intero anno, ha finalmente meno paura. Male che vada, spiegano i tecnici, tra la notte e l’alba potrebbero esserci dei rigurgiti dal sistema fognario nei quartieri a Nord, dove il livello delle zone abitate è in alcuni tratti inferiore a quello attuale del fiume. Un problema «strutturale», ha spiegato il sindaco, annunciando che bisognerà rifare «e in alcuni municipi addirittura creare» le fogne, inadeguate o inesistenti.
Per precauzione ieri Alemanno, in costante contatto con la prefettura, con il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e con il ministro dell’Interno Roberto Maroni che segue l’evolversi degli eventi da New York, ha «chiuso per maltempo» l’Auditorium di Renzo Piano. Il Parco della musica sorge infatti proprio a ridosso di quell’area, e il sindaco ha deciso di sospendere concerti e spettacoli per una sera. Le 400 persone che più hanno patito la piena, alla fine, sono i residenti negli insediamenti abusivi lungo gli argini del fiume. Sgomberati dai campi minacciati dalla corrente, gli sfollati sono ora nella vecchia sede della Fiera di Roma, che già da giorni, in seguito all’arrivo del freddo, ospitava 480 senza tetto e rifugiati politici. Evacuate anche molte abitazioni, alcune abusive, sorte negli anni sul litorale, a Fiumicino e a Ostia, in particolare all’Idroscalo che è uno dei luoghi a rischio di esondazioni.