Perilli e la «stravaganza» della scultura

Sabrina Vedovotto

Da quando le Scuderie Aldobrandini per l’Arte di Frascati hanno inaugurato nel 2000, è un susseguirsi di mostre di notevole interesse. Lentamente la zona dei Castelli Romani, ormai divenuta quasi un quartiere della capitale, sta cercando di integrarsi in quelle che sono le dinamiche europee rispetto all’arte contemporanea. Quindi commistione fra passato e presente, niente più paura di far vedere, conoscere e apprezzare quelle che possono essere le nuove caratteristiche dell’arte contemporanea.
Per tutta l’estate le Scuderie ospitano una mostra, che sembra essere quasi un omaggio ad un grande artista vivente, Achille Perilli. «La stravaganza della scultura», questo il titolo della manifestazione, in un certo senso traccia alcuni percorsi di un protagonista dell’arte del Novecento. Nato nel 1927, Perilli compie importanti passi a favore del rinnovamento delle arti europee, attraverso gli studi, gli approfondimenti, le conoscenze di artisti al tempo più famosi di lui. Non solamente mette a frutto le sue competenze e le sue capacità artistiche, ma decide anche di dare un taglio conoscitivo alla sua formazione, iscrivendosi nel 1945 alla facoltà di Lettere e preparando una tesi di laurea sulla pittura metafisica di Giorgio De Chirico, seguito dal famoso storico dell’arte Lionello Venturi. Frequenta i grandi della cultura italiana, la cosiddetta intellighentia, tra i quali ricordiamo i nomi di Guttuso, Accardi, Burri.
La mostra in corso alle scuderie Aldobrandini prende in esame solamente una parte della produzione di Perilli, le sculture appunto. Come dice infatti il curatore della mostra, Massimo Riposati, nel testo critico in catalogo, «gli Alberi, le Colonne, i Distorti, i Bianchi, le Ceramiche, che abitano insieme il palazzo della creazione, nella loro articolata visione suggeriscono una lettura da integrare in profondità alle esperienze pittoriche di Perilli». Quasi come fossero una lettura unica del suo lavoro, i vari linguaggi si integrano perfettamente come in puzzle perfetto, al quale non mancano più i tasselli per essere ricostruito. Le opere, eseguite sin dal 1963, e in questo caso parliamo nello specifico delle Colonne, permettono allo spettatore di seguire in maniera quasi propedeutica il percorso artistico di Perilli, fino ad arrivare infatti all’opera «La Virtuosad», ultima sua creazione, terminata proprio per la mostra. Nelle sue sculture l'artista riesce a coniugare la bellezza della bidimensionalità della pittura con la prepotenza tridimensionale della scultura, regalando a coloro che si aggirano nell sale del museo una capacità di mettere insieme la sua ricerca verso l’astrattismo con il lirismo del suo rapporto con la natura, da sempre presente nei suoi lavori.
Informazioni utili: piazza Marconi 6, Frascati. Orari: dal martedì al venerdì 10/18 Sabato e festivi 10/19 Orario: dal martedì al venerdì: 10/18 sabato e festivi: 10/19 www.scuderiealdobrandini.it