Periti e architetti presi d’assalto «Ma qui si può fare ben poco»

Genova«Da quando si è cominciato a parlare di questo piano, i telefoni del mio studio di architettura e quello di molti colleghi sono presi d’assalto dalle chiamate dei clienti». Messa così sembra quasi che la casa il governo la regali, ma Domenico Podestà, architetto genovese e consigliere nazionale dell’ordine degli architetti, giura di non esagerare: «Il piano casa ha stuzzicato l’appetito di molte persone, è un’opportunità notevole per un privato e si tratta di una straordinaria occasione anche per il nostro settore di risollevarsi in un momento di crisi. Chi ha un’abitazione mono o bifamiliare si interessa per capire come è possibile allargarsi. Intorno a questo progetto c’è fermento, però...».
È quel però che rabbuia Podestà che spiega come il progetto del governo in Liguria e soprattutto a Genova potrà essere attuato in maniera limitata: «È indubbio che ci siano regioni che avranno dei grandi benefici da questa legge. Non è, purtroppo, il nostro caso. Tra la città di Genova e la sua provincia si riuscirà a fare poco. Il vincolo paesaggistico è sull’80-85 per cento del territorio, risulta evidente come sia difficile poter applicare questo testo». In base alla normativa a Genova si potrebbero realizzare aumenti dei volumi solo nelle zone periferiche del Ponente e in Valpolcevera, mentre tra il centro storico (uno dei più estesi d’Italia), le alture e il levante cittadino non si potrà incidere quasi per nulla.
«Come ordine degli architetti abbiamo e ho seguito il percorso di questa legge anche a livello di commissioni parlamentari dando diversi suggerimenti - racconta l’architetto Podestà - diciamo che per una terra come la Liguria, per città come le nostre sarebbe stato preferibile una delle versioni precedenti al testo dell’accordo con le Regioni. Questo anche perché il nostro capoluogo ha bisogno di allargarsi, di nuovi insediamenti abitativi». Un ragionamento che si sposa anche con le nuove infrastrutture che dovrebbero essere realizzate a partire dai prossimi mesi proprio su Genova e che avranno necessità di spostamenti di abitazione per diverse centinaia di famiglie. Se tutti questi vincoli bloccano lo sviluppo su Genova e dintorni, come può essere utilizzato questo piano casa? La chiave sembra la ridestinazione d’uso di immobili abbandonati: «Abbiamo zone dove sono stati smantellati insediamenti industriali o artigianali - puntualizza - dovremo insistere sulla riconversione. La legge lo permette e adesso attendiamo il testo della Regione Liguria (il governatore Claudio Burlando si è preso tutti i 90 giorni stipulati nell’accordo Stato-Regioni) per capire come la giunta prenderà in carico la questione».