Perito di Diamante per il killer di Capodanno

da Saluzzo

Sarà Adolfo Francia, il super professore dalle quarantamila perizie sui criminali di tutta Italia, a svolgere l'esame psichiatrico su Alessandro Alessio, il diciannovenne di Genova accusato di aver ucciso due amici la notte di Capodanno a Racconigi, in provincia di Cuneo.
L'incarico gli è stato affidato dai difensori dell'indagato, gli avvocati genovesi Efrem Rainero e Marco Mensi.
Adolfo Francia, ordinario di criminologia della facoltà di giurisprudenza dell'università degli studi dell'Insubria di Como, è noto alla cronaca per aver seguito i casi giudiziari italiani che più hanno fatto discutere.
Tra questi il «caso Diamante» e i ripetuti episodi di violenza sessuale di Edgar Bianchi, definito «il maniaco dell’ascensore».
Nell'ottobre del 1999 Stefano Diamante uccise la madre per non dover confessare che non era a un passo dalla laurea, come invece aveva sempre sostenuto. «Ho eseguito la perizia psichiatrica su incarico dei suoi legali - spiega il professor Francia - e la mia relazione parlava chiaramente di un vizio parziale di mente. Da questa mia analisi, un collegio formato da tre psichiatri lo considerò incapace di intendere e di volere al momento del delitto. Si parlava di un disturbo dissociativo che lo aveva portato ad uccidere. Poi - prosegue il docente di criminologia - in sede di giudizio venne considerato capace di intendere e di volere e quindi condannato a trent’anni».
Professor Francia, come è stato possibile secondo lei?
«Quello di Diamante è un caso molto complesso ed articolato e del quale è difficile parlare apertamente fino in fondo. Credo comunque che i giudici non abbiano tenuto conto di molti fattori e di diversi disagi vissuti fin dalla tenera età da Stefano Diamante, che possono aver influito sul suo comportamento omicida».
Il suo prossimo incarico si chiama Alessandro Alessio, accusato di aver ucciso due ragazzi. Come mai ha accettato questo incarico?
«Ci sono dei fili conduttori negli incarichi che accetto in giro per l'Italia, ossia la giovane età della persona da sottoporre a perizia psichiatrica e poi l'ambiente in cui lo stesso è vissuto fino a pochi istanti prima di commettere il delitto. È interessante verificare quali meccanismi scattano nella testa di un soggetto che lo portano a commettere certi crimini e come il proprio vissuto può incidere sulle relazioni con gli altri e sulle reazioni violente. So che i difensori hanno depositato la richiesta di perizia psichiatrica pochi giorni fa e se sarà accolta dal giudice mi recherò al più presto nel carcere di Saluzzo, per incontrare l'indagato».