Il perito: "Oggi sapremo chi è il killer"

Garlasco (Pavia) - Forse già questa sera si avranno i primi risultati della comparazione di impronte digitali e Dna con le tracce lasciate dall’assassino nella villetta dove è stata uccisa Chiara Poggi. Non è la prima volta che il giallo di Garlasco sembra a una svolta, ma in questo caso anziché dagli inquirenti, la notizia arriva da un perito, Marzio Massimiliano Capra. Il medico legale è stato infatti nominato da Gianluigi Tizzone, legale dei familiari della giovane, e da questa settimana ha iniziato a seguire i prelievi in casa Poggi e le analisi nei laboratori del Ris di Parma. Arrivando a sbilanciarsi nella «profezia» che oggi il delitto potrebbe anche avere un colpevole certo.

Chiara, 26 anni, è stata uccisa nella sua villetta di via Pascoli 8 la mattina del 13 agosto con dieci colpi alla testa. Il cadavere fu poi scoperto dal fidanzato Alberto Stasi, 24 anni, diventato prima sospettato, poi indagato per «omicidio volontario aggravato dall’efferatezza». Contro di lui però qualche incongruenza nel suo racconto e l’assenza di piste alternative ma altri indizi, e men che meno prove, non sono emersi dalla tradizionale attività investigativa.

Elementi che la procura di Vigevano sta ora cercando attraverso l’attività dei tecnici del Ris che hanno messo a soqquadro la villetta degli orrori almeno una mezza dozzina di volte. L’ultima due giorni fa alla presenza anche del perito di parte lesa, Marzio Massimiliano Capra. Ma, stranamente, non dei periti e del legale di Stasi, Giovanni Lucido, che sembra si appresterebbe ora far partire una raffica di eccezioni. Giusto per complicare ulteriormente una vicenda che, giorno dopo giorno, sembra sempre più avvitarsi su se stessa.

«Abbiamo trovato tracce interessanti - ha comunque affermato Capra, uscito mercoledì a tarda ora insieme ai carabinieri - Gocce di sangue lasciate anche a una certa distanza dal corpo, per terra, sul muro, sui mobili. Tracce che possono “spiegarci” meglio come si è sviluppato il delitto. Per esempio come l’assassino si sia mosso all’interno della scena del delitto, dove abbia aggredito Chiara, da qualche parte sia uscito. In ogni caso abbiamo raccolto vario materiale biologico che potrebbe appartenere al killer e da cui ricavare il Dna da comparare poi, insieme alle impronte digitali, con quello estrapolato dai prelievi effettuati su diverse persone. Prima tra tutte l’unico indagato Alberto Stasi. Analisi e comparazioni sono iniziate in queste ore e potrebbero concludersi già per venerdì sera». Cioè oggi.

Un ottimismo d’obbligo, ma da prendere con le pinze. Prima di tutto sui tempi. Lo stesso Capra ammette che il Dna non si manipola facilmente e non ci sono tempi certi per ricavarlo e compararlo. Ma poi sembra che le tracce lasciate dall’assassino sul luogo del delitto non siano così marcate da poter essere isolate con certezza. Senza contare cosa ne sarebbe delle indagini fin qui svolte, se dovesse emergere che le famose tracce sono state lasciate da uno sconosciuto, finora mai neppure sfiorato dal sospetto.